L’8 giugno 1967 i Procol
Harum raggiungono il primo posto
della classifica britannica con A Whiter
Shade of Pale. È un passaggio semplice, quasi silenzioso, ma
segna l’inizio di una presenza costante nelle radio e nelle classifiche per
molte settimane.
Il singolo era uscito da poco più di un mese e si era fatto
notare per un suono che non seguiva le tendenze del momento. L’organo di Matthew
Fisher richiama il linguaggio barocco, la voce di Gary Brooker
mantiene un tono pacato e il testo di Keith Reid procede per immagini
che restano volutamente aperte. Il risultato è una che lavora su un clima
sospeso e riconoscibile fin dal primo accordo.
Il pubblico la accoglie con naturalezza. In un periodo ricco
di sperimentazioni, il brano offre qualcosa di diverso senza forzature. La
melodia resta impressa, il ritmo lento invita all’ascolto e la struttura
semplice permette alla canzone di circolare ovunque, dalle radio ai locali.
Il successo iniziale si trasforma presto in un riferimento
stabile. Il brano entra in molte colonne sonore, viene ripreso da altri artisti
e diventa uno dei simboli più duraturi del 1967. La sua forza sta nella
capacità di mantenere intatta l’atmosfera originaria anche dopo decenni.
Il primo posto dell’8 giugno 1967 è solo l’inizio di un percorso che porterà A Whiter Shade of Pale a essere considerata una delle canzoni più note del Novecento. La sua storia continua ancora oggi, con la stessa semplicità con cui era iniziata.

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