West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

lunedì 2 novembre 2026

Addio a Pino Presti: l'uomo che ha dato il ritmo alla musica italiana


La scomparsa di Pino Presti, al secolo Giuseppe Prestipino Giarritta, segna la chiusura di una pagina fondamentale per la storia della musica leggera e della televisione italiana. Polistrumentista versatile, arrangiatore, compositore e produttore, Presti si è spento a Sanremo all'età di 83 anni. La sua figura ha incarnato quel profilo di artista totale che negli anni Settanta ha saputo unire l'esecutività pura da session man alla visione strutturale della direzione d'orchestra, lasciando un'impronta indelebile nella cultura sonora del Paese.

Il nome di Pino Presti resta legato a doppio filo a quello di Mina, per la quale ha firmato arrangiamenti memorabili in dischi e concerti storici, coordinando la sezione ritmica e le sezioni orchestrali nei contesti più iconici della carriera della cantante. Tuttavia, ridurre la sua carriera a una singola collaborazione sarebbe limitativo. Il suo contributo spaziava dal jazz al funk fino alle collaborazioni internazionali, tra cui spicca la partecipazione all'incisione di Libertango al fianco di Astor Piazzolla, un progetto che ha ridefinito le coordinate del genere a livello globale.

Tra i momenti culminanti del suo percorso eclettico va ricordata l'esperienza di Auditorio A, il programma di Rai 2 andato in onda nel 1977. In quella sede Presti non si limitò alla classica direzione d'orchestra sul podio, ma si mise in gioco nella duplice veste di conduttore e padrone di casa di uno spazio televisivo d'avanguardia. Auditorio A rappresentò un punto di rottura rispetto ai varietà tradizionali, offrendo una vetrina live di altissimo profilo in cui la musica d'autore e il progressive rock trovavano piena espressione. Fu proprio in quell'ambito che il pubblico televisivo poté assistere alle esibizioni di artisti e gruppi che stavano ridefinendo i linguaggi musicali dell'epoca, dai Banco del Mutuo Soccorso ad Angelo Branduardi.

Il lavoro di Presti in televisione rifletteva l'ambizione di portare la complessità e la qualità delle produzioni in studio direttamente all'interno del mezzo radiotelevisivo. La capacità di dialogare con linguaggi differenti, mantenendo sempre un rigore tecnico impeccabile sia sul basso elettrico sia sul leggio della direzione, ne ha fatto un punto di riferimento per intere generazioni di musicisti. Con la sua scomparsa si perde uno degli ultimi esponenti di quel collezionismo di talenti che ha saputo fondere il pop di alto livello con la ricerca strumentale pura.







sabato 31 ottobre 2026

La nascita di un mito editoriale: quando Diabolik debuttò in edicola

Il primo novembre 1962 segna una svolta silenziosa ma profonda nella storia dell'editoria italiana. In quella data esce nelle edicole il primo numero di Diabolik, un fumetto tascabile ideato da Angela e Luciana Giussani che avrebbe ridefinito i confini del genere poliziesco e della narrativa popolare nel Paese.

L'idea di base nasceva da un'intuizione legata alle abitudini dei lettori pendolari, specialmente i viaggiatori delle linee ferroviarie milanesi. Le due sorelle compresero la necessità di un formato maneggevole, tascabile, che potesse essere letto comodamente durante gli spostamenti quotidiani. A questa intuizione logistica si unì una scelta narrativa allora inedita per il mercato italiano: il protagonista non era un difensore della giustizia tradizionale, bensì un ladro spietato, freddo e calcolatore, ispirato in parte a precedenti figure della letteratura noir francese e ai romanzi d'appendice.

La pubblicazione della casa editrice Astorina ruppe diversi schemi del periodo. Il formato a libretto, di dimensioni ridotte e venduto a un prezzo economico, si contrapponeva alle testate a fumetti tradizionali destinate prevalentemente a un pubblico infantile o adolescenziale. Le vicende del Re del Terrore e della sua compagna Eva Kant introducevano atmosfere cupe, ambientate nella fittizia città di Clerville, dove la morale comune veniva regolarmente sovvertita dai piani ingegnosi del criminale mascherato.

Nonostante le iniziali perplessità della critica e la diffidenza di parte del mondo benpensante dell'epoca, preoccupato per i contenuti considerati diseducativi, la proposta editoriale trovò un riscontro immediato nel pubblico. Il successo commerciale trasformò progressivamente un prodotto di consumo rapido in un fenomeno di costume duraturo, capace di influenzare il linguaggio visivo, il design delle copertine e l'immaginario collettivo di intere generazioni.

Con quel primo albo intitolato Il re del terrore, le sorelle Giussani non si limitarono a lanciare una nuova testata, ma posero le basi per un settore, quello del fumetto nero italiano, che avrebbe conosciuto una rapida fioritura negli anni successivi, dimostrando come la cultura popolare potesse rinnovarsi attraverso soluzioni editoriali innovative e una forte caratterizzazione dei personaggi.




 

venerdì 30 ottobre 2026

Halloween: la notte delle streghe tra storia e "dolcetto o scherzetto"


31 ottobre 1996, Buckhannon, West Virginia

Il 31 ottobre, al calare del sole, il mondo si trasforma in un palcoscenico di mistero, zucche intagliate e figure spettrali. Questa è la notte di Halloween, la festa popolare conosciuta anche come la "notte delle streghe", che da secoli affascina e diverte, superando i confini culturali e geografici.

Nata come un'antica celebrazione legata al mondo celtico, Halloween è oggi un fenomeno globale, simbolo di un ponte giocoso tra la fine dell'estate e l'inizio dell'oscurità invernale.

Contrariamente alla credenza popolare che la identifichi semplicemente con una festa americana, le radici di Halloween affondano in realtà nell'antica tradizione dei Celti. Essi celebravano la festa di Samhain (pronunciato sow-in), che segnava la fine dell'estate e l'inizio del nuovo anno.

I Celti credevano che, nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliasse, permettendo agli spiriti (sia buoni che cattivi) di tornare sulla Terra. Per ingraziarsi o allontanare questi spiriti, si usava indossare maschere spaventose e lasciare offerte di cibo fuori dalle case.

Con la diffusione del Cristianesimo, la festa di Ognissanti (1° novembre) e la Commemorazione dei Defunti (2 novembre) si sovrapposero, in parte, alle antiche celebrazioni pagane. Tuttavia, le tradizioni legate alla notte del 31 ottobre persistettero.

Il vero trampolino di lancio per la popolarità moderna avvenne con l'emigrazione di massa di scozzesi e, soprattutto, di irlandesi verso gli Stati Uniti nel XIX secolo. Furono loro a portare nel Nuovo Mondo i costumi e i racconti di Halloween.

Fu proprio in America che la festa si trasformò e si evolse, incorporando alcuni degli elementi più iconici che conosciamo oggi. Tra questi, spicca l'uso di intagliare le zucche per creare i celebri Jack O'Lantern. Queste lanterne grottesche, che sostituirono le originarie rape o patate, si ispirarono a un'antica leggenda irlandese che narrava la storia di un uomo di nome Jack, condannato a vagare eternamente tra i mondi, non potendo entrare né in Paradiso né all'Inferno. A ciò si aggiunse la tradizione del "Trick or Treat" (Dolcetto o Scherzetto), l'abitudine giocosa con cui i bambini mascherati bussano alle porte delle case per chiedere dolci (il "dolcetto") in cambio della rinuncia a fare scherzi (lo "scherzetto").

Oggi, Halloween non è più limitato ai paesi anglosassoni, ma è una celebrazione diffusa a livello internazionale, inclusa l'Italia, dove è percepita come un'occasione di divertimento e un'anticipazione del periodo festivo invernale.

La notte del 31 ottobre è oggi caratterizzata da una serie di attività e tradizioni che la rendono unica. Immancabili sono i travestimenti, che spaziano dalle classiche maschere horror ai costumi che imitano i personaggi più amati della fantasia. Parallelamente, si moltiplicano le Feste a Tema, con eventi, party e serate speciali animate dal clima macabro, ma sempre giocoso, tipico della festa. Infine, l'intaglio delle zucche rimane un'attività fondamentale, spesso familiare e creativa, che produce le iconiche lanterne luminose.

In definitiva, Halloween è un affascinante intreccio di storia, leggenda e divertimento moderno. È una notte in cui, per una volta l'anno, si onora la tradizione guardando al passato, ma si celebra soprattutto la gioia dello stare insieme e la pura allegria di un brivido scherzoso.





giovedì 29 ottobre 2026

Buon Compleanno, Grace Slick, musa della summer of Love

 


Il 30 ottobre ricorre il compleanno di Grace Slick, la leggendaria "Regina Psichedelica" della controcultura degli anni '60.


Il 30 ottobre è la data di nascita di Grace Barnett Wing (in seguito Slick), la voce che ha dato un timbro inconfondibile e ribelle a un'intera generazione. Con la sua potenza vocale, la sua audacia e il suo carisma, Grace Slick è stata una figura centrale della scena musicale di San Francisco e del movimento hippie.

Grace Slick è una figura la cui storia è inscindibile da quella dei Jefferson Airplane, la band che, con la sua musica, ha definito e fatto da colonna sonora alla celebre "Summer of Love" del 1967. Dopo una prima esperienza con il gruppo The Great Society, Grace si unì ai Jefferson Airplane nel 1966, portando con sé un contributo cruciale: due brani che sarebbero diventati immediatamente degli inni per quella generazione.

Il primo è "Somebody to Love", un inno rock incredibilmente potente che non solo catturava l'energia vibrante dell'epoca, ma esprimeva anche il profondo bisogno di connessione e amore che animava il movimento. L'altro capolavoro è "White Rabbit", una traccia iconica. Con le sue influenze che richiamano il Boléro di Ravel, utilizzava le metafore e le immagini di Alice nel Paese delle Meraviglie per affrontare, in modo velato ma chiaro, il tema dell'uso di droghe psichedeliche

La sua presenza scenica e la sua voce, capace di passare da toni eterei a grida viscerali, hanno trasformato i Jefferson Airplane in superstar mondiali.

Grace Slick è stata una vera e propria rock star, rompendo barriere in un mondo musicale ancora dominato dagli uomini. Non solo ha prestato la voce alla band, ma ha anche partecipato attivamente alla scrittura dei testi, spesso carichi di messaggi di rottura, libertà e anticonformismo.

La sua carriera musicale ha attraversato quattro decenni, proseguendo con i Jefferson Starship e gli Starship, regalandoci altri successi pop-rock negli anni '80.

Dopo il ritiro dalle scene musicali, Grace Slick si è dedicata con successo alla pittura, dimostrando ancora una volta il suo talento artistico eclettico.

Audacia, arte e influenza duratura… questa è Grace Slick!






mercoledì 28 ottobre 2026

Internet Day: un "LO" che ha cambiato il mondo

 

Il 29 ottobre 1969 è una data fondamentale nella storia della tecnologia: segna la nascita di Internet, o meglio, della sua diretta antenata, ARPANET. Quel giorno, un esperimento cruciale di trasmissione dati si concluse con un parziale fallimento, ma diede il via alla rivoluzione digitale che oggi conosciamo.

L'esperimento che diede il via alla rivoluzione digitale si svolse in California, mettendo in comunicazione due poli accademici di eccellenza. Da un lato c'era l'Università della California, Los Angeles (UCLA), dove risiedeva un computer Sigma 7, e dall'altro lo Stanford Research Institute (SRI), collegato a un SDS 940.

L'obiettivo, pur nella sua semplicità, era di portata storica: inviare il primo messaggio attraverso ARPANET, la neonata rete sperimentale finanziata dall'ARPA (l'agenzia del Dipartimento della Difesa statunitense).

Il protocollo stabilito era meticoloso. Charley Kline, un giovane studente programmatore all'UCLA, era l'incaricato di digitare la parola scelta per il test: "LOGIN". A ogni singola lettera inviata, doveva esserci la conferma telefonica di Bill Duvall, che si trovava allo SRI, a testimoniare l'avvenuta ricezione.

Kline iniziò a digitare con emozione e attenzione. Riuscì a inviare la prima lettera, la "L", e ricevette la conferma. Poi digitò la seconda, la "O". Ma, proprio mentre si preparava a premere il tasto per la "G", la tensione del momento, o forse la fragilità della tecnologia pionieristica, ebbe la meglio: il sistema andò inesorabilmente in crash.

Così, il primo, storico messaggio trasmesso sulla rete che sarebbe diventata Internet, si interruppe bruscamente, fermandosi all'abbreviato e fortuito messaggio di due lettere: "LO". Per fortuna, la battuta d'arresto fu breve: un'ora dopo, i tecnici riuscirono a ripristinare il sistema e a inviare l'intera parola, completando l'esperimento con successo.

Il primo messaggio mai inviato sulla rete che avrebbe dato origine a Internet fu, dunque, l'abbreviato e involontario "LO". Nonostante l'interruzione, circa un'ora dopo, i tecnici riuscirono a risolvere il problema e inviarono con successo la parola completa.

ARPANET fu concepita come una rete decentralizzata per la condivisione di risorse informatiche e per la comunicazione. L'obiettivo primario non era militare (nonostante il finanziamento del Dipartimento della Difesa), ma accademico: permettere ai ricercatori di accedere a potenti computer remoti e scambiare dati in modo efficiente.

Il protocollo che permise la comunicazione e il "dialogo" tra i computer si chiamava NCP (Network Control Program), in seguito sostituito dal più robusto e flessibile TCP/IP, che è ancora oggi la base tecnica di Internet.

Nonostante la prima comunicazione pienamente riuscita sia avvenuta solo dopo il riavvio del sistema, è la data del 29 ottobre a essere celebrata come Internet Day. Questo giorno commemora l'inizio effettivo della comunicazione tra computer distanti, un momento che ha simboleggiato il primo passo verso la realizzazione della rete globale e l'interconnessione di miliardi di persone.

Da quel modesto scambio di lettere, la tecnologia si è evoluta fino a creare l'infrastruttura di comunicazione e informazione più complessa e pervasiva della storia umana.



Quando la memoria contadina diventa narrazione: musica e parole per il libro di Luciano Boero, presentato a Savona, nella sede di Oltreletimbro



La presentazione del volume di Luciano Boero nello spazio della sede Oltreletimbro, a Savona, ha offerto uno spaccato di vita rurale e mutamenti generazionali, arricchito da alcune letture e da un dialogo diretto con il pubblico

 

La collocazione pomeridiana dell’incontro, resa necessaria dalla provenienza di Luciano Boero da altra regione, ha inevitabilmente ridimensionato i numeri rispetto agli appuntamenti serali della rassegna culturale savonese, ma ha restituito una dimensione di ascolto particolarmente concentrata e partecipe. Nello spazio dell’Oltreletimbro, il pubblico ha seguito con attenzione la presentazione di Le galline non mangiano la camomilla, edito da Baima Ronchetti, un'opera che raccoglie venticinque storie ambientate nelle Langhe tra i primi del Novecento e i giorni nostri, tracciando un parallelo continuo tra i cicli naturali e le fasi dell'esistenza umana.

La struttura dell’incontro si è sviluppata lungo sette punti tematici, affrontati attraverso la narrazione dell'autore e le letture di brani affidate a Maura Genta. Un percorso che ha trovato una chiave di lettura originale nell'abbinamento di ogni sezione a una specifica canzone, integrando musica e parola scritta.

La conduzione scelta da Boero è stata particolarmente apprezzata dai presenti, capaci di cogliere un registro non convenzionale e privo di enfasi retorica. Questa sintonia ha favorito, nella parte finale, uno scambio spontaneo e naturale con la sala, confermando l'interesse suscitato dai temi legati alla memoria contadina, alle trasformazioni del paesaggio e alle radici di un territorio complesso.

E ora attendiamo il prossimo evento, sempre con Luciano Boero, previsto per martedì 3 novembre sempre nello stesso luogo.







Auguri a Ben Harper che compie gli anni

 

Oggi, 28 ottobre, la scena musicale celebra il compleanno di uno dei suoi artisti più eclettici e influenti: Ben Harper. Il cantautore, musicista e polistrumentista statunitense, noto per la sua magistrale fusione di folk, blues, rock, gospel, soul e reggae, spegne le candeline in un momento di continua attività creativa.

Fin dal suo debutto nei primi anni '90, Harper ha saputo ritagliarsi un posto unico nel panorama musicale. La sua cifra stilistica è immediatamente riconoscibile grazie all'uso potente e virtuosistico della chitarra slide Weissenborn, strumento che ha contribuito a riportare in auge e di cui è diventato un interprete simbolo.

Da brani acustici e intimi come "Walk Away" e "Steal My Kisses" a inni rock con i suoi The Innocent Criminals o incursioni blues profondo con i Blind Boys of Alabama, Ben Harper ha dimostrato una versatilità rara, mantenendo sempre un'autenticità che parla direttamente all'anima dell'ascoltatore. Non è solo un musicista; è un trovatore moderno, capace di affrontare temi sociali e politici con la stessa intensità con cui canta d'amore e di speranza.

Oltre alla sua prolifica carriera solista e con le sue band, Harper è noto per le sue numerose collaborazioni, che spaziano da leggende come Charlie Musselwhite (con cui ha vinto un Grammy per il miglior album Blues) a icone pop e rock. Questo continuo dialogo tra generi e generazioni lo mantiene costantemente rilevante e in evoluzione.

Mentre festeggia il suo compleanno, i suoi fan in tutto il mondo attendono i prossimi capitoli della sua ininterrotta narrazione musicale. Che si tratti di un nuovo album che esplora sonorità mai toccate o di un tour che infiammi i palchi con la sua energia live, una cosa è certa: la musica di Ben Harper continuerà ad essere un punto di riferimento per chi cerca profondità, passione e un sound che non conosce confini.

Tanti auguri a Ben Harper!