Ringo Starr, nato il 7 luglio 1940:
una vita che entra nella musica con passo leggero
Il 7 luglio 1940, in una Liverpool che porta ancora i
segni della guerra, nasce Ringo Starr.
È un bambino spesso malato, costretto a lunghe giornate in ospedale, e proprio
lì scopre che il ritmo può diventare un compagno. Non è una rivelazione
improvvisa, è qualcosa che cresce piano, come un’abitudine che diventa talento.
Quando torna a casa, la musica è già entrata nella sua vita.
Negli anni della giovinezza si avvicina allo skiffle, quel
miscuglio di folk e jazz che a Liverpool sembra una piccola febbre collettiva.
Suona con gli Eddie Clayton Skiffle Group, poi con i Rory Storm and the
Hurricanes, una band che gira locali, feste, palchi improvvisati. Qui nasce
“Ringo”, un nome che gli resta addosso come un soprannome affettuoso, e qui si
forma il suo modo di stare dietro ai tamburi: essenziale, morbido, sempre al
servizio della canzone.
Quando nel 1962 entra nei Beatles, la storia cambia
direzione. Non è un ingresso trionfale, è un passaggio delicato. I fan
protestano, la band deve abituarsi a un nuovo volto, eppure qualcosa si sistema
subito. Ringo porta un modo diverso di intendere la batteria: non spinge,
accompagna. Non invade, sostiene. Ogni colpo è una scelta, ogni pausa è un
gesto.
Brani come Rain, Ticket to Ride e Come Together
mostrano un batterista che ascolta prima di suonare. Il suo tocco è rotondo, la
sua mano sinistra dominante crea un movimento leggermente spostato, quasi una
piccola onda che attraversa la canzone. È un modo di suonare che diventa
inconfondibile.
Ringo non è solo il batterista, ma la parte più spontanea dei
Beatles, quella che alleggerisce le tensioni, che porta una battuta al momento
giusto, che trasforma un brano in un episodio umano. Le sue interpretazioni
vocali - With a Little Help from My Friends, Yellow Submarine -
diventano simboli di un rapporto diretto con il pubblico. La sua voce non è
potente, è sincera. E questa sincerità arriva sempre.
Quando la storia dei Beatles si chiude, Ringo non si ferma.
Pubblica dischi, trova un suo spazio, costruisce una carriera che procede con
passo tranquillo. L’album Ringo del 1973 è un successo pieno, con brani
che entrano nelle classifiche e restano nella memoria. Negli anni crea la All-Starr
Band, un progetto che riunisce musicisti di ogni provenienza e diventa un
modo di portare la musica in giro con spirito libero, quasi da festa
itinerante.
Ancora oggi Ringo è in tour, registra, partecipa a iniziative
benefiche, mantiene un rapporto diretto con chi lo segue. La sua energia è
sorprendente, la sua presenza scenica è intatta.
Ringo Starr non ha bisogno di dimostrare nulla. Ha dato ai
Beatles un equilibrio che nessun altro avrebbe potuto creare e ha influenzato
generazioni di batteristi che vedono in lui un modello di musicalità pura.
Ogni 7 luglio, quando festeggia il compleanno, il suo
messaggio torna sempre lo stesso: Peace and Love. E in fondo,
tutta la sua storia sta lì.

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