La sostituzione di Pete Best e il debutto di Ringo Starr con i Beatles
Il 5 febbraio 1962, la storia dei Beatles visse
un passaggio tecnico e umano apparentemente minore, ma destinato a diventare la
chiave di volta per la coesione futura della band. Al Cavern Club di Liverpool,
Ringo Starr
sedette per la prima volta dietro i tamburi del gruppo, sostituendo
temporaneamente Pete Best che non poteva esibirsi a causa di un’influenza.
All'epoca Ringo Starr, all’anagrafe Richard Starkey, era già
un musicista professionista stimato nel circuito locale, militando nei Rory
Storm and the Hurricanes. La sua presenza sul palco con Lennon, McCartney e
Harrison non fu un evento pianificato dai manager, quanto piuttosto una
necessità logistica che permise ai quattro di testare un'affinità ritmica
diversa da quella consueta. Mentre lo stile di Best era caratterizzato da un
approccio più essenziale e talvolta rigido, Starr portava con sé un senso del
tempo più fluido e una capacità di adattamento che colpì immediatamente i
restanti membri del gruppo.
Questo episodio non rappresentò l'ingresso ufficiale di Ringo
nella band, che sarebbe avvenuto solo nell'agosto dello stesso anno, ma servì a
incrinare l'equilibrio interno al gruppo originale. Il contrasto tra la tecnica
di Starr e quella di Best divenne un argomento di discussione frequente tra i
tre soci fondatori, i quali iniziarono a percepire come il contributo ritmico
di Ringo potesse elevare la qualità delle loro composizioni. La performance di
quel 5 febbraio agì dunque da catalizzatore silenzioso, innescando una serie di
valutazioni critiche che portarono infine al licenziamento di Best, una
decisione sofferta che scatenò non poche proteste tra i fan della prima ora a
Liverpool.
L'impatto di questo cambio di formazione andò ben oltre la
semplice esecuzione dei brani dal vivo, poiché permise alla band di trovare
quella quadratura sonora necessaria per affrontare le imminenti sessioni di
registrazione negli studi di Abbey Road. L'inserimento di un batterista con la
sensibilità di Starr trasformò i Beatles in una macchina musicale più solida,
capace di spaziare tra generi diversi con una naturalezza che lo stile
precedente faticava a garantire.

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