L'identità sintetica dei Bronski Beat
e il peso di una rivoluzione sonora
Il 7 febbraio del 1960 nasceva a Glasgow Steven
Forrest, l'uomo che, sotto lo pseudonimo di Steve
Bronski, avrebbe trasformato il sintetizzatore in uno strumento di
affermazione politica e sociale. Fondatore dei Bronski Beat, l'artista
scozzese ha rappresentato una figura atipica nel panorama pop degli anni
Ottanta: un metodico artigiano del suono capace di coniugare il rigore delle
macchine con l'urgenza di una narrazione civile esplicita, in un’epoca in cui
l’industria discografica tendeva spesso a edulcorare i temi più scomodi.
La sua visione tecnica si concretizzò nel 1984 con la
pubblicazione di The Age of Consent, un titolo che già di per sé
costituiva una sfida alle leggi britanniche dell'epoca. Bronski non si limitava
a programmare basi per la voce iconica di Jimmy Somerville; egli stratificava
sequenze elettroniche pulite e minimaliste, creando un'intelaiatura sonora che
sosteneva messaggi di resistenza. In brani come Smalltown Boy, la sua
gestione dei sintetizzatori analogici riusciva a trasmettere un senso di
isolamento e speranza, elevando il synth-pop da semplice musica di consumo a
colonna sonora di un cambiamento culturale necessario.
A differenza di molti contemporanei, Bronski mantenne un
approccio asciutto alla produzione, evitando eccessi barocchi per concentrarsi
sulla forza del ritmo e sulla nitidezza delle armonie. Dopo l'uscita di
Somerville dalla formazione, Steve continuò a guidare il progetto attraverso
diverse evoluzioni, esplorando le sonorità della Hi-NRG e della dance europea,
mantenendo però sempre fede a quell'estetica sintetica che lo aveva reso un
punto di riferimento per i produttori di musica elettronica dei decenni successivi.
La traiettoria di Steve Bronski si è interrotta tragicamente
nel dicembre del 2021, all'età di 61 anni. L'artista è rimasto vittima
di un incendio divampato nel suo appartamento di Soho, a Londra, una fine
solitaria che contrasta dolorosamente con l'energia collettiva che la sua
musica ha saputo sprigionare nelle arene e nei club di tutto il mondo.
Nonostante l'epilogo silenzioso, la sua eredità rimane custodita nei circuiti
di quei brani che hanno dato voce a chi, fino a quel momento, era rimasto ai
margini della cronaca e delle classifiche.

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