West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

mercoledì 13 maggio 2026

Ezio Bosso, morto il 14 maggio 2020

 

Ezio Bosso è morto il 14 maggio 2020, nella sua casa di Bologna, a quarantotto anni. La notizia arrivò in una mattina qualunque e riportò subito l’attenzione su un percorso artistico che aveva lasciato un segno profondo. La malattia neurodegenerativa che lo accompagnava da anni aveva limitato sempre di più i movimenti, ma non aveva interrotto il suo rapporto con la musica, che per lui restava un modo di lavorare, di comunicare e di stare in relazione con gli altri.

Bosso era nato a Torino nel 1971 e aveva costruito la sua identità musicale molto prima che il grande pubblico lo scoprisse. Pianista, direttore, compositore, aveva attraversato orchestre e progetti internazionali con un approccio curioso e concreto. Non cercava definizioni, preferiva il lavoro quotidiano, la costruzione del suono insieme agli altri musicisti, la ricerca di un equilibrio che non fosse mai rigido.

Il pubblico più ampio lo incontrò nel 2016, quando apparve al Festival di Sanremo. La sua presenza fu immediata, priva di artifici. Parlava della musica come di qualcosa che appartiene a tutti, senza distinzioni. Quell’apparizione lo rese familiare anche a chi non seguiva il mondo della musica classica e lo trasformò in un punto di riferimento per molte persone che vedevano in lui un modo diverso di affrontare la fragilità.

Negli ultimi anni si era dedicato soprattutto alla direzione d’orchestra. Non era una scelta dettata dalla malattia, ma un’evoluzione naturale del suo percorso. Il gesto, sempre più faticoso, diventava un modo per affidarsi agli altri musicisti e per costruire insieme un suono che non dipendeva più solo da lui. Era un lavoro collettivo, coerente con la sua idea di musica come spazio condiviso.

La sua morte ha lasciato un vuoto evidente, ma ha anche riportato l’attenzione su ciò che aveva costruito: composizioni, registrazioni, parole che continuano a circolare. Il suo percorso non è stato quello di un simbolo, ma quello di un musicista che ha cercato di restare fedele alla propria idea di bellezza anche nei momenti più complessi. La sua musica continua a essere ascoltata perché conserva una qualità semplice e diretta, capace di arrivare senza bisogno di spiegazioni.








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