West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

lunedì 25 maggio 2026

26 maggio 1964, Londra. Marianne Faithfull e la nascita di un classico

 

C’è un momento, nella storia della musica, in cui tutto sembra ancora in bilico. Le carriere non sono ancora iniziate davvero, i nomi non hanno ancora preso la forma che conosciamo, eppure l’aria vibra già di qualcosa che sta per accadere. Il 1964 di Marianne Faithfull appartiene a questa categoria di istanti sospesi, quelli che solo dopo riconosci come decisivi.

Marianne ha diciassette anni, un volto che sembra uscito da un romanzo di epoca vittoriana e una voce che non ha ancora deciso se essere fragile o determinata. Andrew Loog Oldham, il giovane manager dei Rolling Stones, la nota a una festa e intuisce che quella ragazza può diventare qualcosa di più di un’apparizione elegante. Le propone un brano scritto da Mick Jagger e Keith Richards, uno dei primi che i due abbiano composto insieme. Si intitola As Tears Go By. È una canzone malinconica, quasi adulta per una ragazza così giovane, ma proprio per questo funziona.

Il giorno della registrazione, negli studi londinesi, accade qualcosa che oggi sembra incredibile. A suonare non ci sono session player qualsiasi, ma due musicisti che stanno costruendo la loro reputazione nell’ombra: Jimmy Page alla chitarra e John Paul Jones agli arrangiamenti e al basso. Nessuno dei tre può immaginare che, cinque anni dopo, Page e Jones fonderanno i Led Zeppelin e cambieranno per sempre il linguaggio del rock.

La session è rapida, essenziale, quasi timida. Page ricama arpeggi puliti, Jones costruisce un tappeto armonico che dà alla canzone un’eleganza cameristica. Marianne canta con una semplicità che non è ancora stile, ma che lo diventerà. Non c’è nulla di forzato, nulla di studiato. È una fotografia di un’epoca che sta per iniziare.

Quando As Tears Go By esce, diventa subito un successo. La voce di Marianne Faithfull entra nelle case, nelle radio, nelle conversazioni dei ragazzi che stanno scoprendo una nuova sensibilità. È una malinconia diversa da quella americana, meno blues e più letteraria, quasi europea. Eppure, sotto quella superficie delicata, c’è già la mano di due futuri giganti del rock duro, due musicisti che in quel momento stanno ancora cercando la loro strada.

Riascoltata oggi, la canzone conserva una purezza che non si è mai incrinata. È il ritratto di tre destini che si incrociano per un attimo, prima di prendere direzioni completamente diverse. Marianne diventerà un’icona fragile e resistente, Page e Jones costruiranno cattedrali di suono. Ma quel 26 maggio 1964, per qualche minuto, sono semplicemente tre giovani londinesi che stanno facendo musica senza sapere che stanno scrivendo un pezzo di storia.






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