17 luglio 1967: gli Who entrano nel futuro con I Can See for
Miles
Il 17 luglio 1967 è il giorno in cui i The Who registrano
I Can See for Miles, un brano
che segna una svolta silenziosa ma decisiva, il momento in cui la band di Pete
Townshend, Roger Daltrey, John Entwistle e Keith Moon mette un piede nel
territorio della psichedelia, senza abbandonare la propria identità feroce e
nervosa.
L’estate del 1967 è quella della Summer of Love: San
Francisco esplode di colori, Londra vive una stagione di creatività senza
precedenti, e il rock sta cambiando pelle. I Beatles hanno appena pubblicato Sgt.
Pepper, i Pink Floyd stanno per debuttare con The Piper at the Gates of
Dawn, Jimi Hendrix incendia palchi e immaginazione. I Who, fino a quel
momento, sono la band più fisica e distruttiva della scena: amplificatori
sventrati, chitarre spaccate, batterie fatte a pezzi. Ma Townshend sente che è
arrivato il momento di fare un passo oltre.
Il 17 luglio, in studio, la band lavora a un brano che
Townshend considera uno dei suoi più ambiziosi. I Can See for Miles è
costruito come un crescendo ipnotico… chitarre taglienti ma sospese, basso di
Entwistle che pulsa come un motore, la batteria di Moon che non accompagna, ma
esplode in ogni direzione, la voce di Daltrey che diventa un occhio
onnisciente, quasi minaccioso.
Il risultato è un suono che anticipa la psichedelia
britannica senza imitarla. Non è un viaggio lisergico, ma piuttosto una
tensione elettrica, una paranoia lucida, un rock che guarda oltre l’orizzonte.
I Can See for Miles è innovativo per tre motivi:
-Produzione avanzata - Townshend usa sovraincisioni e stratificazioni che, per gli
Who, sono una novità assoluta.
-Scrittura visionaria - Il testo non racconta una storia ma crea un’atmosfera. È
un brano di percezione, di controllo, di inquietudine.
-Batteria rivoluzionaria - Keith Moon trascina il pezzo in avanti, come se volesse farlo esplodere da un momento all’altro.
Quando esce, il singolo non diventa il successo commerciale
che Townshend si aspettava, ma il suo impatto è enorme e di fatto
apre alla band Who la strada verso Tommy e verso la
stagione più concettuale della band; inoltre, mostra che il rock inglese può
essere psichedelico senza perdere la propria durezza, e diventa un riferimento
per generazioni di musicisti che cercano un equilibrio tra energia e visione.
Il 17 luglio 1967 è il momento in cui i The Who smettono di
essere “solo” la band più distruttiva del mondo e diventano qualcosa di più, un
gruppo capace di immaginare il futuro del rock. I Can See for Miles è la
prova che la loro forza non è solo fisica, ma anche mentale, creativa,
anticipatrice.


Nessun commento:
Posta un commento