West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

martedì 17 marzo 2026

Quando “Jesahel” conquistò l’Italia: 18 marzo 1972 e l’ascesa dei Delirium

 


 Il giorno in cui un brano fuori dagli schemi trasformò Sanremo e conquistò l’Italia


Nel marzo del 1972 l’Italia si ritrovò a canticchiare un ritornello che sembrava arrivare da un altrove remoto, sospeso tra folk, psichedelia e un’eco quasi rituale. Jesahel, il brano portato al Festival di Sanremo dai Delirium, raggiungeva la vetta della hit parade, trasformandosi in uno dei fenomeni musicali più inattesi e affascinanti dell’epoca.

Il gruppo genovese, guidato allora da un giovanissimo Ivano Fossati, era già noto negli ambienti più attenti alla scena progressive italiana, ma non apparteneva certo al circuito della canzone “popolare” da classifica. Eppure, proprio da quell’incrocio tra ricerca musicale e immediatezza melodica nacque la forza di “Jesahel”. Il brano, costruito su un impasto di flauti, percussioni leggere e un coro quasi tribale, sembrava aprire una finestra su un mondo nuovo, in cui la musica italiana poteva permettersi di essere audace senza perdere la capacità di parlare al grande pubblico.

La partecipazione a Sanremo fu un piccolo terremoto. In un festival ancora legato a forme tradizionali, i Delirium portarono un’energia diversa: capelli lunghi, strumenti non convenzionali, un modo di stare sul palco che rompeva gli schemi. Il pubblico rimase spiazzato ma affascinato, e nel giro di poche settimane “Jesahel” iniziò a scalare le classifiche fino a raggiungere il primo posto il 18 marzo 1972.

Il successo fu travolgente. Il singolo vendette centinaia di migliaia di copie, venne tradotto e reinterpretato all’estero, e contribuì a portare l’attenzione internazionale sulla scena progressive italiana, allora in pieno fermento. Per i Delirium fu un momento di gloria irripetibile: poco dopo Fossati avrebbe lasciato il gruppo per intraprendere la sua carriera solista, ma “Jesahel” rimase come una sorta di manifesto della loro identità, un ponte tra sperimentazione e popolarità.

A distanza di oltre cinquant’anni, il brano conserva intatta la sua aura. Non è solo un ricordo nostalgico degli anni Settanta, ma un esempio di come la musica italiana, quando osa, sappia creare qualcosa di sorprendente e duraturo. “Jesahel” non fu semplicemente un successo da classifica: fu un piccolo rito collettivo, un momento in cui il pubblico si lasciò guidare verso territori sonori nuovi, accogliendo con entusiasmo una proposta che oggi definiremmo “di frontiera”.

Il 18 marzo 1972 resta così una data simbolica: il giorno in cui un gruppo genovese di spirito libero portò la sua visione al centro della scena nazionale, dimostrando che anche la hit parade può essere un luogo di scoperta.








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