È morto il 27 febbraio a Los Angeles.
Aveva 86 anni...
Neil Sedaka se n’è andato venerdì 27 febbraio, a Los Angeles,
all’età di 86 anni. Con lui scompare uno degli ultimi grandi
protagonisti della stagione d’oro del pop americano, un autore capace di
attraversare decenni di trasformazioni musicali senza mai perdere la sua cifra
melodica, luminosa, immediatamente riconoscibile.
Nato a Brooklyn nel 1939, in una famiglia ebraica, Sedaka
mostrò un talento precoce: a nove anni la madre gli regalò il primo pianoforte,
e poco dopo sarebbe arrivata la borsa di studio alla Juilliard School, dove
ricevette una formazione classica rigorosa. L’incontro con il vicino di casa Howard
Greenfield segnò l’inizio di uno dei sodalizi più fertili del Brill Building:
insieme firmarono una sequenza impressionante di successi tra la fine degli
anni Cinquanta e i primi Sessanta.
Tra il 1959 e il 1963 Sedaka vendette oltre 25 milioni di
dischi, imponendosi come una delle prime pop star adolescenti. Brani come Breaking
Up Is Hard to Do, Oh! Carol, Calendar Girl, Happy
Birthday, Sweet Sixteen e Laughter in the Rain sono entrati
stabilmente nel canone della musica leggera internazionale, attraversando
generazioni e continenti.
Sedaka ebbe un rapporto speciale con il pubblico italiano.
Non solo molte sue hit americane dominarono i juke-box della penisola, ma
incise anche quattordici 45 giri e tre album in italiano, includendo brani
originali scritti da autori del nostro Paese. I tuoi capricci, La
terza luna e Adesso no - firmate rispettivamente da Luis Bacalov,
Franco Migliacci e Gianni Meccia - furono tra i titoli che più contribuirono a
radicare la sua popolarità in Italia nei primi anni Sessanta.
Arrivarono anche incursioni nel repertorio napoletano, con
interpretazioni di I’ te vurria vasà, ’Na sera ’e maggio e Scapricciatello:
un gesto di affetto verso una tradizione che Sedaka sentiva vicina, forse anche
per le sue origini familiari composite - turche, russe e polacche.
L’arrivo dei Beatles sul mercato americano rallentò la sua corsa, ma Sedaka seppe reinventarsi negli anni Settanta, trasferendosi in Inghilterra e pubblicando due album di successo per la Rocket Records di Elton John. Negli anni successivi continuò a scrivere per sé e per altri artisti, mantenendo una presenza costante nello show business e collezionando riconoscimenti: dalla Songwriters Hall of Fame alla stella sulla Hollywood Walk of Fame.
La famiglia, annunciandone la scomparsa, lo ha definito «una
vera leggenda del rock and roll, un’ispirazione per milioni di persone e,
soprattutto, un marito, padre e nonno straordinario». Parole semplici, che
restituiscono l’immagine di un artista che ha saputo unire professionalità,
disciplina e una gentilezza che molti colleghi hanno ricordato nel corso degli
anni.
Con Neil Sedaka si chiude un capitolo fondamentale della
musica pop: quello in cui la melodia era ancora un’arte artigianale, costruita
al pianoforte, nota dopo nota, con la cura di chi sapeva che una canzone ben
scritta può attraversare il tempo più di qualsiasi moda.

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