Savona, 13 marzo 2026
Il primo evento letterario nella nuova sede di OltreLetimbro
aveva il sapore delle inaugurazioni autentiche, quelle che non puntano sulla
quantità, ma sulla qualità dell’ascolto. Renata
Rusca Zargar e Athos Enrile
hanno dialogato con naturalezza, lasciando che il romanzo Suffragette e lavandaie emergesse attraverso ricordi, contesti storici e
piccoli dettagli capaci di accendere la curiosità del pubblico.
La musica d’epoca in sottofondo - scelta coerente con
l’ambientazione del romanzo, che attraversa il primo Novecento - ha contribuito
a creare un clima raccolto, quasi da salotto culturale. Un modo semplice e
efficace per far percepire la distanza temporale, ma non emotiva, tra le
protagoniste del libro e chi ascoltava.
La risposta dei presenti è stata attenta, partecipe,
sinceramente interessata, ed è forse proprio per questo che una lieve delusione
per la partecipazione complessiva si è fatta sentire: una ventina di persone,
numero normale per una presentazione letteraria, ma inferiore alle aspettative,
soprattutto alla luce della capillare pubblicizzazione online che aveva
accompagnato l’evento. Non una critica, non un rimprovero, solo la
constatazione che certi momenti meritano più sguardi, più presenza, più
comunità.
A rendere ancora più evidente il valore dell’incontro è stato
il gesto di una signora del quartiere, che aveva dichiarato di non poter
partecipare per difficoltà di deambulazione. Eppure, nonostante le scale e la
fatica, ha scelto di esserci. Un piccolo atto di “sofferenza” trasformato in
testimonianza d’amore per la lettura. Un segnale che vale più di molti
numeri.
Renata Rusca Zargar è apparsa sinceramente felice: per
l’accoglienza, per il dialogo, per l’atmosfera. E questo conta. Conta anche che
la nuova sede sia stata “battezzata” da un incontro che ha saputo unire storia,
narrativa e memoria civile senza retorica.
E, come spesso accade nei momenti non programmati, la serata
ha regalato una sorpresa: la presenza inattesa di Giorgio Fico Piazza (primo
bassista della Premiata Forneria Marconi) e signora, in città per un
evento serale da protagonista. Non abitano il quartiere, non rientrano nel
pubblico “naturale” di OltreLetimbro, ma la loro partecipazione, seppur
occasionale, è stata un segno di stima e un’ulteriore conferma del valore
dell’occasione.
Un inizio misurato, autentico, che lascia intravedere ciò che questo spazio potrebbe diventare, un piccolo presidio culturale dove le storie trovano casa e le persone, quando decidono di esserci, trovano senso.



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