La scomparsa dell'uomo che ha dato un
ritmo nuovo al dopoguerra
Il 9 febbraio 1981, la notizia della morte di Bill Haley giunta dal Texas segnava la
chiusura definitiva di una stagione musicale irripetibile. Haley si è spento a 55
anni, lasciando un vuoto che non riguarda solo la cronaca del mondo dello
spettacolo, ma che tocca le radici stesse della cultura popolare contemporanea.
Sebbene negli ultimi anni la sua figura fosse stata parzialmente offuscata
dall'esplosione di icone più giovani e provocatorie, il suo contributo tecnico
e stilistico rimane la pietra angolare su cui è stato costruito l'edificio del
rock 'n' roll.
Il merito principale di Haley è stato quello di aver intuito,
con una precisione quasi scientifica, la possibilità di fondere generi
apparentemente distanti. Prima dell'avvento dei Comets, la distinzione tra il
country e il rhythm and blues era netta, spesso tracciata da barriere non solo
musicali ma anche sociali. Haley, partendo da una formazione legata al western
swing, ha saputo accelerare i tempi e accentuare il "backbeat",
creando una formula sonora che trovò la sua massima espressione in Rock
Around the Clock. Il brano, inciso nel 1954, non fu un successo immediato,
ma la sua inclusione nella colonna sonora del film Il seme della violenza
lo trasformò nel primo inno di una generazione in cerca di una propria
identità.
Dal punto di vista della scrittura e dell'arrangiamento, la
musica di Haley non cercava la complessità armonica, puntando tutto su una
sezione ritmica implacabile e sull'uso distintivo del sax tenore e della
chitarra elettrica, strumenti che dialogavano in modo serrato per mantenere
alta la tensione del brano. Questa struttura ha permesso di sdoganare un
linguaggio sonoro che fino a quel momento era rimasto confinato in circuiti
regionali o di nicchia, portandolo nelle classifiche internazionali e nelle case
della classe media.
Con la sua scomparsa si concluse il ciclo dei pionieri che avevano
agito da catalizzatori. Se figure come Elvis Presley hanno incarnato l'immagine
ribelle del genere, Bill Haley ne è stato il motore metodico e l'ambasciatore
globale. La sua estetica, fatta di giacche sgargianti e del celebre ricciolo
sulla fronte, appartiene forse a un passato che appare oggi lontano, ma la
solidità tecnica dei suoi brani continua a rappresentare il manuale base per
chiunque decida di imbracciare una chitarra elettrica.

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