West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

martedì 14 aprile 2026

Ci ha lasciato Moya Brennan

 


Moya Brennan se n’è andata a 73 anni, lasciando un vuoto che nella musica celtica si percepisce come un’eco improvvisamente interrotta. La sua voce, inconfondibile e luminosa, era il centro emotivo dei Clannad, il gruppo di famiglia che dagli anni Settanta ha portato il suono del Donegal nel mondo, trasformando la tradizione irlandese in un linguaggio universale. La notizia della sua morte, avvenuta “circondata dai suoi cari” secondo il comunicato della famiglia, ha immediatamente suscitato un’ondata di tributi e riconoscenza da parte di artisti, istituzioni e pubblico.

Nata Máire Philomena Ní Bhraonáin, cresciuta tra la lingua gaelica e le armonie domestiche di Leo’s Tavern, Moya aveva fatto della musica un’estensione naturale della propria identità. Con i fratelli Ciarán e Pól e gli zii Noel e Pádraig Duggan aveva fondato i Clannad, un ensemble capace di unire melodie antiche e influenze moderne, dai Beatles ai Beach Boys. Il successo internazionale arrivò nel 1982 con Theme from Harry’s Game, primo brano in lingua irlandese a entrare nella Top 10 britannica, un momento che cambiò per sempre la percezione globale della musica celtica.

La sua carriera, durata oltre mezzo secolo, è stata un percorso coerente e sorprendente insieme. Con i Clannad ha venduto più di dieci milioni di dischi, vinto un Grammy e inciso pagine fondamentali della world music; da solista ha esplorato territori spirituali e contemporanei, mantenendo sempre quella purezza vocale che l’ha resa immediatamente riconoscibile. Era anche la sorella maggiore di Enya, che proprio dai Clannad mosse i primi passi prima di intraprendere la sua celebre carriera solista.

Negli ultimi anni Moya aveva continuato a esibirsi, collaborare, sostenere giovani musicisti e custodire la memoria culturale del Donegal. Tra i riconoscimenti più recenti, la laurea honoris causa della Dublin City University e il titolo di Donegal Person of the Year, segni tangibili di un’eredità che va oltre la musica e tocca la dimensione comunitaria, linguistica, identitaria.

Le parole di Bono, che con lei aveva condiviso In a Lifetime, riassumono bene il sentimento diffuso: “Camminava nel mondo come un angelo, e ora è tornata tra i suoi simili”. Una definizione che non indulge alla retorica, perché Moya Brennan ha davvero incarnato un’idea di musica come luogo di bellezza, memoria e apertura. La sua voce resta, sospesa tra passato e futuro, come un filo che continua a legare l’Irlanda al resto del mondo.







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