West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

sabato 14 febbraio 2026

Il 15 febbraio 1965 il mondo della musica perdeva la voce e l'eleganza di Nat King Cole

 

La mattina del 15 febbraio 1965 ci lasciava Nathaniel Adams Coles, noto a tutti come Nat King Cole. A soli quarantacinque anni, un tumore ai polmoni spegneva prematuramente una delle figure più influenti e raffinate del Novecento, un artista capace di muoversi con una naturalezza disarmante tra il virtuosismo tecnico del jazz e la morbida comunicatività del pop orchestrale. La sua morte segnò la chiusura di un capitolo fondamentale per l'integrazione culturale negli Stati Uniti, dove Cole aveva combattuto il pregiudizio razziale con la forza della sua professionalità e di un talento che non ammetteva repliche.

Formatosi come pianista jazz di raro spessore, Cole aveva inizialmente costruito la sua reputazione tecnica guidando il King Cole Trio, una formazione che influenzò generazioni di musicisti grazie a un interplay sofisticato e a un uso innovativo della strumentazione. Tuttavia, fu la scoperta della sua voce baritonale, calda e perfettamente controllata, a trasformarlo in un fenomeno globale. Brani come Unforgettable, Mona Lisa o Nature Boy sono esempi di una precisione stilistica, dove ogni sillaba veniva pesata con cura millimetrica, senza mai sacrificare l'emozione in favore del puro esercizio vocale.

Il suo impatto andò ben oltre le pareti degli studi di registrazione, poiché nel 1956 divenne il primo afroamericano a condurre un proprio varietà televisivo nazionale, il The Nat King Cole Show. Nonostante le difficoltà legate agli sponsor, restii a legare il proprio nome a un conduttore nero in un'epoca di profonde tensioni segregate, Cole mantenne una dignità e un aplomb che divennero il suo marchio di fabbrica. La sua capacità di parlare a un pubblico universale, superando le barriere del colore attraverso una musica che fondeva melodia e tecnica sopraffina, resta ancora oggi una delle eredità più pesanti e significative della storia dello spettacolo.

Al momento della sua scomparsa, Nat King Cole aveva già inciso centinaia di brani e venduto milioni di dischi, lasciando un vuoto che molti avrebbero provato a colmare senza mai riuscire a replicare quell'equilibrio perfetto tra tecnica jazzistica e calore umano. La sua figura continua a essere un punto di riferimento non solo per la perfezione formale delle sue esecuzioni, ma per aver dimostrato come l'arte possa essere uno strumento di cambiamento sociale silenzioso ma inarrestabile, capace di viaggiare sulle frequenze radiofoniche per arrivare dritto al cuore di una nazione divisa.







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