West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

martedì 31 marzo 2026

John Lennon, 1° aprile 1964: il ritorno del padre dopo diciassette anni

 

La mattina del 1° aprile 1964, mentre i Beatles sono impegnati nelle riprese di A Hard Day’s Night, un uomo entra negli uffici della NEMS Enterprises, al quinto piano di Sutherland House, Argyll Street, Londra. Si presenta alla reception dicendo di essere il padre di John Lennon. È Alfred “Alf” Lennon, scomparso dalla vita del figlio da diciassette anni. Con lui c’è un giornalista. Brian Epstein viene avvisato e manda subito un’auto a chiamare John.

Quando Lennon arriva, la prima frase che rivolge al padre è secca, quasi difensiva: «What do you want?». L’incontro dura appena venti minuti. John, irritato e spiazzato, finisce per ordinare al padre di andarsene. L’episodio non verrà riportato dai giornali: in cambio del silenzio, ai cronisti verranno promesse storie esclusive sulla band.

Il ritorno di Alf non è un gesto affettuoso né un tentativo di ricucire davvero. È un’apparizione improvvisa, quasi teatrale, che arriva nel momento in cui il figlio è all’apice della fama mondiale. La loro storia familiare è segnata da assenze, fughe, distanze: Alfred, marinaio e uomo irrequieto, aveva visto pochissimo John durante l’infanzia, e i contatti si erano praticamente interrotti fino all’esplosione della Beatlemania.

Il 1° aprile 1964, dunque, non è una riconciliazione ma un incontro teso, breve, pieno di imbarazzo. John non è pronto a rivedere quell’uomo che per anni era stato solo un’ombra. Alf, dal canto suo, sembra più interessato a sfruttare l’occasione che a recuperare un rapporto. L’atmosfera è così fragile che basta poco a far crollare tutto.

Quella porta che si chiude dopo venti minuti sancisce l’ennesima frattura. Eppure, nella cronologia della vita di Lennon, questo episodio resta un punto di svolta, un ritorno inatteso che riapre ferite antiche proprio mentre il mondo lo acclama come simbolo di una nuova era musicale.




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