IMPROVVISARTE
Celle Ligure (SV), Centro Mezzalunga (CELLELEAB)
11 aprile 2026
È stata una giornata che si è aperta nel modo migliore: un
sole pieno, limpido, che ha dato subito un tono buono a tutto. Il Centro
Mezzalunga, con il suo giardino ampio e silenzioso, si è rivelato un luogo
perfetto: bello da vivere, accogliente, capace di offrire spazi diversi a
seconda delle necessità. Quel giardino è diventato presto un’estensione
naturale dell’evento, un luogo dove isolarsi per creare, pensare, respirare.
IMPROVVISARTE
La partecipazione è stata quella giusta: una ventina di
persone, tra organizzatori e partecipanti, numero che gli “esperti” presenti
hanno definito ideale per una prima edizione ancora piena di punti
interrogativi. C’erano adulti, coppie, famiglie, padri e figlie, zii e nipoti, tra
cui due giovani attorno ai vent’anni, una presenza che ha dato un senso di
continuità e apertura. Nonostante le incertezze iniziali, il programma della
locandina è stato rispettato con naturalezza, come se l’evento avesse trovato
da solo il proprio ritmo.
Gli stimoli da cui far nascere la creazione erano concreti e
molto diversi tra loro: un quadro che avevo già utilizzato nel 2011, quando
questa idea prese per la prima volta la forma di un book; un giradischi
funzionante; un vaso in ceramica; la copertina di Tarkus degli ELP; il
libro Una vita come tante, evocato più nel contenuto che nel titolo.
Nessuno aveva portato opere da casa: tutto è nato lì, sul momento. Qualcuno ha
disegnato, qualcuno ha scritto, qualcuno ha suonato, e qualcuno ha lavorato
solo con la mente, scegliendo di non produrre nulla di materiale ma offrendo
alla fine un pensiero altrettanto importante.
Le arti che sono emerse hanno composto un quadro vario e
armonioso: poesia, prosa, disegni, acquerelli, musica suonata, e quella
partecipazione verbale spontanea che ha permesso a tutti di sentirsi parte del
processo. È stato bello vedere un paio di persone isolarsi nel giardino, una
per disegnare, un’altra per creare musica, perché all’interno avrebbe
disturbato e sarebbe stata disturbata. Piccoli gesti che raccontano bene l’atmosfera:
ognuno ha trovato il proprio spazio, il proprio tempo, il proprio modo.
La giornata è proseguita serenamente. Dopo pranzo c’era il
dubbio su come chiudere, ma la soluzione è arrivata da sola: l’esposizione dei
lavori, ognuno con il proprio tono, seguita da un commento collettivo che si è
allargato a temi più ampi. Tra questi, l’idea di applicare un metodo creativo e
socializzante ai bambini piccoli, con la domanda naturale su quale età possa
essere quella giusta. C’è stato spazio per sorridere, commuoversi, scherzare,
riflettere. E alla fine, quasi senza pensarci, si è cantato insieme un brano
conosciuto, un gesto semplice, spontaneo, che ha chiuso la giornata con un
senso di leggerezza condivisa.
Per me, questa giornata ha avuto un valore particolare. Era
qualcosa che volevo fare da anni, un’idea che avevo sempre sentito possibile ma
che non aveva mai trovato il momento giusto per accadere. Vederla finalmente
realizzata, e soprattutto vederla funzionare, mi ha dato una soddisfazione
profonda, la conferma che l’intuizione era giusta, che quel seme piantato tanto
tempo fa aveva solo bisogno del contesto adatto per germogliare.
Sono tornato a casa con la sensazione limpida di aver fatto qualcosa che aveva senso. Non solo per me, ma per tutti quelli che hanno partecipato e che, alla fine, hanno chiesto una seconda puntata. E forse è proprio questo il segno più chiaro che la strada imboccata è quella buona.
Ma forse il video a seguire darà un senso compiuto al mio
pensiero!
Nota fondamentale, per me, tutto l’album “Tarkus” degli ELP, e
tutto “Selling England By The Pound”, dei Genesis, ci hanno tenuto compagnia!
Athos Enrile




Nessun commento:
Posta un commento