L'11 agosto 1973, in un'anonima sala ricreativa al
civico 1520 di Sedgwick Avenue, nel cuore del Bronx, non si sapeva che
la storia della musica stesse per cambiare per sempre. Quella sera, un giovane
DJ di nome DJ Kool Herc, all'anagrafe
Clive Campbell, organizzò una festa che molti considerano il vero atto di
nascita dell'hip-hop.
Nato in Giamaica, Herc aveva portato con sé a New York l'arte
del sound system, ma il suo genio risiedeva nell'intuizione. Notò che la gente
si scatenava maggiormente durante le sezioni strumentali dei dischi, i
cosiddetti "break". Invece di far scorrere la musica, iniziò a
isolare e a far girare in loop questi brevi intermezzi, usando due giradischi.
La tecnica, che chiamò "merry-go-round", permetteva di estendere
all'infinito i momenti più energici, creando un tappeto sonoro incalzante e
ripetitivo su cui i ballerini, i "b-boy" e le "b-girl",
potevano esibirsi.
Quella notte fu la prima volta che questa innovazione prese
vita in modo compiuto. Insieme a suo padre, che lo aiutò a montare
l'attrezzatura, e a sua sorella Cindy, che vendeva bibite per autofinanziarsi,
Herc diede il via a un fenomeno inarrestabile. La musica che usciva da quegli
altoparlanti non era un semplice mix: era la colonna sonora di una generazione
che, pur vivendo in un quartiere segnato dalla povertà e dalla criminalità,
cercava una forma di espressione e di rivalsa.
Da quella festa, l'hip-hop iniziò a diffondersi come un'onda
in tutto il Bronx e, in breve tempo, nel resto del mondo. Quella sera di agosto
non fu solo una festa, ma una vera e propria rivoluzione culturale che ha dato
vita a uno dei generi musicali più influenti e diffusi di sempre.

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