8 agosto, Giornata nazionale
del sacrificio del lavoro italiano nel mondo
L'8 agosto 1956, la storia si tinse di nero carbone.
Nelle profondità della miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, un
incendio divampato a quasi mille metri di profondità causò un'immane tragedia.
Morirono 262 minatori, travolti dal fumo, dal fuoco e dai gas tossici. Di
queste vittime, ben 136 erano italiani, emigrati in cerca di una vita
migliore, pronti a sacrificare tutto per un futuro dignitoso.
Questo tragico evento, noto come il disastro di Marcinelle, ha segnato
profondamente la storia dell'emigrazione italiana. In un'Europa ancora segnata
dalla guerra, molti italiani, soprattutto dal sud e dal centro del Paese,
partivano per il Belgio con la speranza di un lavoro sicuro nelle miniere di
carbone, in virtù di un accordo tra i due governi. Marcinelle rappresenta il
sacrificio di questi uomini e il simbolo di un'epoca in cui la sicurezza sul
lavoro era una chimera.
Le operazioni di soccorso furono estenuanti e durarono più di
due settimane. Quando, il 22 agosto, uno dei soccorritori emerse dal pozzo e
pronunciò la frase "tutti cadaveri", ogni speranza si spense. Quello
che emerse fu un quadro agghiacciante di condizioni di lavoro precarie e
mancati standard di sicurezza, che contribuirono a trasformare un incidente in
una strage.
Per onorare la memoria di questi lavoratori e di tutti gli
italiani che hanno perso la vita lontano dalla loro patria, in cerca di lavoro
e dignità, l'Italia ha istituito l'8 agosto come la Giornata
nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. È una giornata di
riflessione, in cui si commemora un passato doloroso per non dimenticare mai
l'importanza della tutela dei diritti e della sicurezza dei lavoratori, un
monito che, purtroppo, rimane ancora oggi di drammatica attualità.
La miniera di Bois du Cazier, chiusa definitivamente nel 1967, è stata dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità e trasformata in un museo. Un luogo di memoria che tiene viva la storia di quegli uomini e delle loro famiglie, e ci ricorda il prezzo altissimo pagato per il pane e la speranza.
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