Quando il Tramps di New York divenne il cuore pulsante di una reunion attesa da anni
Il 21 febbraio il calendario del rock segna una
ricorrenza che profuma di asfalto e di rinascita, riportandoci a quella sera
del 1995 in cui l’aria di New York sembrò farsi improvvisamente più
densa. Il luogo scelto non fu uno dei grandi stadi a cui Bruce Springsteen ci
aveva abituati negli anni Ottanta, ma la dimensione raccolta del Tramps, un
club che permise a una manciata di fortunati di assistere a qualcosa che molti
credevano ormai archiviato. Dopo circa sette anni di percorsi separati e un
congedo che era apparso definitivo, il Boss tornava a dividere le assi del
palcoscenico con la E Street Band.
L’occasione formale era dettata da esigenze tecniche: la
necessità di filmare il materiale video per Murder Incorporated, un
brano potente e crudo rimasto per anni nel cassetto delle sessioni di Born
in the U.S.A. e finalmente pronto a vedere la luce all'interno del primo Greatest
Hits del cantautore. Tuttavia, ciò che accadde tra le mura del locale andò
ben oltre la semplice coreografia per le telecamere del regista Jonathan Demme.
L'energia sprigionata non era quella di una messinscena orchestrata, ma il
frutto di un'intesa muscolare mai sopita, dove il sax di Clarence Clemons e la
batteria di Max Weinberg ripresero a dialogare con la chitarra di Springsteen
come se il tempo si fosse fermato al 1988.
Nonostante l'obiettivo primario fosse la registrazione del
clip, la scaletta della serata si espanse, regalando versioni viscerali di
pezzi come Backstreets e She’s the One. La scelta di un ambiente
così intimo sottolineò la natura tecnica e al contempo emotiva dell'operazione,
trasformando un set cinematografico in un vero e proprio rito collettivo. In
quel momento, apparve chiaro a tutti i presenti che la E Street Band non era
solo un gruppo di supporto, ma un organismo vivente essenziale per
l'espressività di Springsteen.
L'impatto di quella performance del 21 febbraio non si esaurì
nello spegnimento dei riflettori del Tramps. Quel ritorno, seppur breve e
finalizzato alla promozione di una raccolta, rappresentò il primo segnale
tangibile di un riavvicinamento che avrebbe portato, pochi anni dopo, alla
reunion ufficiale e ai tour mondiali che hanno segnato il nuovo millennio. È
una data che ci ricorda come certi legami artistici, nati sulle strade del New
Jersey e consolidati in decenni di concerti, possiedano una memoria muscolare
capace di resistere a lunghi silenzi e a carriere soliste, riaccendendosi con
la stessa intensità alla prima nota di un amplificatore.


Nessun commento:
Posta un commento