Gary Brooker, un protagonista discreto della musica britannica
Gary Brooker è stato una delle figure più riconoscibili e al tempo stesso
più discrete della musica britannica. Fondatore e voce dei Procol Harum, autore
di A Whiter Shade of Pale, ha attraversato decenni di storia musicale
con un passo misurato, quasi appartato, come se la sua arte non avesse bisogno
di rumore per farsi ascoltare.
La sua voce portava con sé qualcosa di antico e di familiare,
un timbro che sembrava provenire da un luogo dove il tempo scorre più
lentamente, dove le emozioni non si consumano ma sedimentano. Brooker cantava
con una naturalezza che non cercava mai l’effetto, e proprio per questo
riusciva a toccare chi lo ascoltava. C’era in lui una malinconia gentile, una
forma di eleganza che non si può imitare.
È inevitabile pensare a A Whiter Shade of Pale, una
canzone che ha finito per diventare un paesaggio emotivo più che un semplice
brano. Ma Brooker non la interpretava, la abitava. La sua voce entrava in
quella melodia come si entra in una stanza dove si è già stati, riconoscendo
ogni ombra, ogni riflesso. Non spiegava nulla, lasciava che fosse la musica a
suggerire ciò che non si può dire apertamente.
Quando Gary Brooker è scomparso, il 19 febbraio 2022,
molti hanno parlato della fine di un’epoca. Eppure, la sua presenza non si è
dissolta… continua a vivere in quella luce tenue che la sua musica ha sempre
emanato, una luce che non abbaglia ma accompagna. Brooker resta così, come un
ricordo che torna senza preavviso, come una voce che non pretende di essere
ascoltata e proprio per questo non smette mai di parlare.

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