West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

mercoledì 30 settembre 2026

Addio a Peppino Mazzullo, l'anima sonora che diede vita a Topo Gigio

 


Addio a Peppino Mazzullo, l'anima sonora che diede vita a Topo Gigio

 

Con la scomparsa di Peppino Mazzullo all'età di cento anni si chiude una pagina fondamentale della storia del costume e dell'intrattenimento televisivo italiano. Nato a Santo Stefano di Briga nel giugno del 1926, l'attore e doppiatore messinese ha legato in modo indissolubile il proprio percorso professionale a una delle creature più iconiche mai nate dal genio di Maria Perego, interpretandone le sfumature con un registro vocale unico ed inconfondibile per ben quarantacinque anni, dal 1961 al 2006.

La forza del lavoro svolto da Mazzullo risiedeva nella capacità di superare i confini del semplice doppiaggio, trasformando l'impostazione vocale in un vero e proprio atto di caratterizzazione psicologica del pupazzo di spugna. Rispetto ai primi esperimenti televisivi del personaggio, la voce sviluppata da Mazzullo seppe infondere a Topo Gigio un'ingenuità garbata, unita a quella cadenza stridula e calorosa al tempo stesso che divenne il marchio di fabbrica della marionetta. Espressioni entrate nel linguaggio comune e nella memoria collettiva, come l'ormai storico interrogativo «Ma cosa mi dici mai?», nacquero proprio da questo continuo lavoro di rifinitura e immedesimazione sul campo.

L'impatto del lavoro di Mazzullo non si limitò ai confini nazionali. Attraverso le numerose apparizioni internazionali del personaggio, compresi i celebri passaggi al programma statunitense Ed Sullivan Show nei primi anni Sessanta, l'interprete riuscì a rendere universale un tipo di comicità delicata e priva di sovrastrutture, capace di parlare ad un pubblico trasversale per età e cultura. Parallelamente all'esperienza con Topo Gigio, il percorso artistico di Mazzullo aveva toccato anche la prosa teatrale e la televisione dei ragazzi, dove diede corpo e voce al personaggio di Richetto nello Zecchino d'Oro, dimostrando una notevole versatilità nelle forme del racconto popolare e pedagogico dell'epoca.

La scomparsa di Giuseppe Mazzullo rappresenta la perdita di un artigiano della voce e dello spettacolo, capace di restare nell'ombra per lasciare che fosse la sua creatura a brillare. Con il suo lavoro ha dimostrato come la recitazione vocale possa costruire un'identità culturale duratura, lasciando in eredità un patrimonio di memoria visiva e sonora che ha accompagnato le stagioni di formazione di diverse generazioni.




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