L'energia di I Can't Explain e l'esplosione del movimento Mod
Nel febbraio del 1965, il panorama musicale britannico fu
attraversato da una scarica elettrica destinata a lasciare un segno profondo
nella cultura giovanile. I The Who, quattro ragazzi di Londra carichi di
un'aggressività sonora ancora inedita, pubblicarono il singolo I Can't
Explain. Non fu solo il lancio di un disco, ma l'inizio di una rivoluzione
estetica e sonora che avrebbe portato Pete Townshend, Roger Daltrey, John
Entwistle e Keith Moon sul tetto del mondo.
Il brano si apre con un riff di chitarra secco e tagliente,
un suono che sembrava quasi voler sfidare la pulizia melodica dei gruppi pop
dell'epoca. Nonostante l'evidente influenza dei Kinks nella struttura musicale,
i The Who riuscirono a infondere nel pezzo una tensione nervosa che
rispecchiava perfettamente lo stato d'animo dei giovani "Mod". Questi
ragazzi, eleganti nei loro completi sartoriali e ossessionati dal ritmo e dalla
velocità, trovarono in I Can't Explain l'inno perfetto per le loro notti
nei club londinesi.
Il testo, nella sua apparente semplicità, racconta la
frustrazione di chi non riesce a trovare le parole per esprimere i propri
sentimenti. Roger Daltrey interpretò queste incertezze con una voce potente e
sfrontata, mentre la batteria di Keith Moon aggiungeva un dinamismo selvaggio
che sarebbe diventato il marchio di fabbrica del gruppo. La canzone riuscì a
scalare rapidamente le classifiche, arrivando nella top ten britannica e
aprendo alla band le porte del mercato internazionale, dove lo stile ribelle e
l'energia esplosiva delle loro esibizioni dal vivo avrebbero fatto il resto.
Grazie a questo singolo, i The Who smisero di essere una delle tante band del circuito dei locali per diventare il simbolo di una generazione che cercava un suono proprio, più sporco e diretto. L'uscita di I Can't Explain non segnò solo il successo commerciale di quattro musicisti, ma definì un nuovo modo di intendere il rock, dove la tecnica si fondeva con un'urgenza espressiva che non aveva bisogno di troppe spiegazioni.

Nessun commento:
Posta un commento