West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

mercoledì 25 febbraio 2026

26 Febbraio 1965: Il graffio della chitarra che cambiò il destino dei The Who

 


L'energia di I Can't Explain e l'esplosione del movimento Mod

 

Nel febbraio del 1965, il panorama musicale britannico fu attraversato da una scarica elettrica destinata a lasciare un segno profondo nella cultura giovanile. I The Who, quattro ragazzi di Londra carichi di un'aggressività sonora ancora inedita, pubblicarono il singolo I Can't Explain. Non fu solo il lancio di un disco, ma l'inizio di una rivoluzione estetica e sonora che avrebbe portato Pete Townshend, Roger Daltrey, John Entwistle e Keith Moon sul tetto del mondo.

Il brano si apre con un riff di chitarra secco e tagliente, un suono che sembrava quasi voler sfidare la pulizia melodica dei gruppi pop dell'epoca. Nonostante l'evidente influenza dei Kinks nella struttura musicale, i The Who riuscirono a infondere nel pezzo una tensione nervosa che rispecchiava perfettamente lo stato d'animo dei giovani "Mod". Questi ragazzi, eleganti nei loro completi sartoriali e ossessionati dal ritmo e dalla velocità, trovarono in I Can't Explain l'inno perfetto per le loro notti nei club londinesi.

Il testo, nella sua apparente semplicità, racconta la frustrazione di chi non riesce a trovare le parole per esprimere i propri sentimenti. Roger Daltrey interpretò queste incertezze con una voce potente e sfrontata, mentre la batteria di Keith Moon aggiungeva un dinamismo selvaggio che sarebbe diventato il marchio di fabbrica del gruppo. La canzone riuscì a scalare rapidamente le classifiche, arrivando nella top ten britannica e aprendo alla band le porte del mercato internazionale, dove lo stile ribelle e l'energia esplosiva delle loro esibizioni dal vivo avrebbero fatto il resto.

Grazie a questo singolo, i The Who smisero di essere una delle tante band del circuito dei locali per diventare il simbolo di una generazione che cercava un suono proprio, più sporco e diretto. L'uscita di I Can't Explain non segnò solo il successo commerciale di quattro musicisti, ma definì un nuovo modo di intendere il rock, dove la tecnica si fondeva con un'urgenza espressiva che non aveva bisogno di troppe spiegazioni.






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