West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

venerdì 27 febbraio 2026

28 febbraio – Ricordando Brian Jones, lo spirito inquieto che accese la miccia degli Stones

 


Il 28 febbraio arriva sempre con un’aria un po’ sospesa, come quei giorni che non pretendono nulla ma finiscono per riportarti a qualcuno. E oggi, inevitabilmente, quel qualcuno è Brian Jones, nato il 28 febbraio 1942: il ragazzo biondo che, prima ancora che i Rolling Stones diventassero “i Rolling Stones”, aveva già intuito che il blues poteva diventare una vita intera.

Non serve essere tecnici per ricordarlo. Basta un’immagine: un giovane inglese che cambia strumenti come fossero umori, che passa dal sitar all’armonica, dalla slide guitar al dulcimer, senza mai farne una questione di virtuosismo. Per lui la musica era un modo di stare al mondo, non un esercizio di bravura.

C’è qualcosa di fragile e luminoso nella sua storia. Brian non è stato il frontman, non è stato il compositore principale, non è stato il volto sulle copertine più celebri. Eppure, senza di lui, gli Stones non avrebbero avuto quella scintilla iniziale, quella fame di suoni nuovi, quella voglia di mischiare tradizione e inquietudine. È stato il primo a credere che quel gruppo potesse davvero esistere.

Oggi lo si ricorda spesso come un’icona maledetta, una meteora. Ma forse è più giusto pensarlo come un apripista: uno che ha acceso la luce e poi, quando la stanza si è riempita, si è fatto da parte quasi senza accorgersene.

Il 28 febbraio è un buon giorno per riascoltare qualcosa che porta la sua impronta - non per nostalgia, ma per gratitudine. Perché ogni tanto fa bene ricordare che la musica non nasce solo dai giganti, ma anche da chi ha il coraggio di essere diverso, di cercare, di non accontentarsi.

E Brian Jones, in questo, è stato un maestro.







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