West Virginia

West Virginia
Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

lunedì 29 dicembre 2025

30 dicembre: auguri a Patti Smith, la sacerdotessa del rock che non ha mai smesso di sognare...

 


Il 30 dicembre del 1946 nasceva una donna capace di unire la rabbia del punk alla dolcezza della poesia: ritratto di un'icona immortale


Se c’è una voce che può competere con il vento gelido di questo 30 dicembre, quella è sicuramente la sua. Mentre fuori l'anno si prepara a congedarsi, oggi festeggiamo il compleanno di una donna che non ha mai chiesto permesso per entrare nella storia: Patti Smith, nata proprio in questo giorno nel 1946.

Immaginiamola nella New York degli anni '70: una figura sottile, quasi un’ombra, con i capelli spettinati e un’intensità nello sguardo che sembrava bruciare la pellicola delle macchine fotografiche. Patti non è mai stata "solo" una cantante; è arrivata sulla scena come una poetessa che aveva troppa energia per restare confinata nelle pagine di un libro, decidendo così di urlare i suoi versi sopra il rumore di una chitarra elettrica.

Festeggiare Patti Smith oggi significa celebrare la libertà. Il suo capolavoro, Horses, si apre con una frase che è diventata un manifesto: "Gesù è morto per i peccati di qualcuno, ma non per i miei". Non era una bestemmia, era una dichiarazione d'indipendenza. In un mondo che voleva le donne confinate nel ruolo di "cantanti pop" graziose, lei si presentò sulla copertina del suo disco con una camicia bianca da uomo, una giacca sulla spalla e la sfida negli occhi.

Ma dietro quella corazza punk, c'è sempre stato un cuore immenso. La sua storia con il fotografo Robert Mapplethorpe, raccontata con una dolcezza infinita nel suo libro Just Kids, ci ricorda che Patti è prima di tutto un’anima sensibile, capace di trovare la bellezza in un hotel sgangherato o in un vecchio taccuino di poesie.

C’è qualcosa di magico nel fatto che compia gli anni proprio a un passo dal Capodanno. È come se la sua energia servisse a darci la spinta per l'anno che verrà. Le sue canzoni, da Because the Night alla potente People Have the Power, non sono invecchiate di un giorno perché non parlano di mode, ma di sogni, di rivolte e di amore universale.

Vederla oggi, con le sue lunghe trecce grigie e la stessa grinta di cinquant'anni fa, è una lezione per tutti noi: ci insegna che si può invecchiare restando fedeli a sé stessi, senza mai smettere di essere curiosi o di emozionarsi davanti a un tramonto.

In questo penultimo giorno dell'anno, il mio consiglio è quello di ritagliare un momento per mettete su un suo disco, lasciare che la sua voce roca racconti una storia e sentire come, all'improvviso, il freddo naturale di questi giorni faccia un po' meno paura.





Nessun commento:

Posta un commento