Marianne Faithfull: una voce che attraversa il tempo
Ci sono artisti che sembrano appartenere a un’epoca precisa,
e altri che invece attraversano le epoche come se fossero stanze di una stessa
casa. Marianne Faithfull è una di queste presenze rare: una figura che non
si può rinchiudere in un solo decennio, in un solo ruolo, in una sola immagine.
Oggi, nel giorno del suo compleanno, è impossibile non ripensare al percorso
straordinario – e spesso doloroso – che l’ha resa ciò che è: un’icona fragile e
indistruttibile allo stesso tempo.
Nata il 29 dicembre 1946, Marianne entra nella scena
musicale come un’apparizione: elegante, luminosa, con quella grazia un po’
aristocratica che sembrava uscita da un romanzo inglese. La Swinging London la
accoglie come una creatura perfetta per il suo immaginario: giovane, colta,
magnetica. “As Tears Go By” la porta subito in alto, e il mondo
la osserva come si osserva una stella nascente.
Ma Marianne non è mai stata solo una “bella presenza” nel
panorama rock. Dietro quella figura eterea c’era una mente curiosa, una
sensibilità inquieta, un’intelligenza che non si accontentava di essere musa di
nessuno. Anche quando la stampa la inseguiva per la sua relazione con Mick
Jagger, lei stava già costruendo un linguaggio tutto suo, un modo di stare
nella musica che non imitava nessuno.
Poi arrivano gli anni difficili, quelli che avrebbero
spezzato chiunque. E invece, paradossalmente, è proprio da lì che nasce la
Marianne Faithfull che oggi ricordiamo con più forza. La voce cambia, si
incrina, si scurisce. Diventa una voce che non chiede più il permesso di
piacere: racconta, confessa, graffia. È una voce che ha vissuto.
Quando nel 1979 pubblica “Broken English”, il
mondo capisce che Marianne non è tornata: è rinata. E quella rinascita non è un
episodio isolato, ma l’inizio di una lunga stagione di sperimentazioni,
collaborazioni, poesia, teatro, rock, jazz, spoken word. Una carriera che non
ha mai smesso di sorprendere, fino agli ultimi anni.
Marianne Faithfull è stata tante cose: cantante, attrice,
scrittrice, simbolo della controcultura, sopravvissuta. Ma soprattutto è stata
una donna che ha trasformato la propria fragilità in arte. Ogni sua
interpretazione porta con sé un mondo intero: la Londra degli anni Sessanta, le
cadute, le risalite, le notti difficili, la lucidità feroce, la dolcezza
inattesa.
Nel giorno del suo compleanno, ricordarla significa riconoscere quanto la sua voce – quella voce roca, spezzata, inconfondibile – abbia lasciato un segno profondo nella musica e nella cultura. Una voce che non ha mai cercato la perfezione, ma la verità. E forse è proprio questo che la rende immortale.
Marianne Faithfull ci ha lasciati il 5 aprile 2025, portando
con sé una storia intensa e irripetibile che continua a risuonare nella sua
musica.

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