Mentre il mondo si ferma per la vigilia di Natale, quello della musica sta ancora brindando a un traguardo speciale tagliato proprio ieri. Il 23 dicembre, Jorma Kaukonen ha compiuto 85 anni. Non è solo un numero tondo, ma la misura di una coerenza artistica che ha pochi eguali nella storia del rock e del blues americano.
Ieri, sui social e nelle stazioni radio, è stato un fiorire di riff di "Somebody to Love" e arpeggi di "Embryonic Journey". Ma festeggiare Jorma Kaukonen il giorno dopo significa riflettere su quanto la sua impronta sia ancora profonda. Se oggi il blues acustico e il fingerstyle godono di una salute di ferro, gran parte del merito va a questo instancabile mago delle sei corde che, dai palchi di San Francisco degli anni '60, non è mai sceso veramente.
La parabola di Kaukonen è affascinante perché inversa
rispetto a molti suoi colleghi. È partito dal rumore bianco della psichedelia
con i Jefferson Airplane per approdare alla purezza del legno e
dell'acciaio con gli Hot Tuna.
Con il fido compagno Jack Casady al basso, Jorma ha
dimostrato che il blues non è un pezzo da museo, ma una materia viva. Chi lo ha
visto suonare dal vivo, anche in anni recenti, sa che non c’è spazio per la
nostalgia: c’è solo la ricerca del tono perfetto e quel modo unico di pizzicare
le corde che sembra far parlare la chitarra.
A 85 anni, Kaukonen non è solo un’icona, ma appare come un
mentore. Attraverso il suo celebre Fur Peace Ranch in Ohio, ha
trasformato l'insegnamento della chitarra in una missione di vita. Ha passato
gli ultimi decenni a tramandare i segreti di Reverend Gary Davis e dei maestri
del Piedmont blues a migliaia di studenti, garantendo che quella fiamma non si
spenga con la sua generazione.
"Non si smette mai di imparare a suonare", ama ripetere. E guardandolo oggi, con i capelli bianchi e lo sguardo ancora acceso di chi sta cercando la nota successiva, gli crediamo sulla parola.
Se ieri è stato il giorno degli auguri e delle celebrazioni
ufficiali, oggi è quello dell’ascolto. Mettiamo sul piatto un vinile di Quah
o l'omonimo degli Hot Tuna, alziamo il volume e lasciamoci trasportare
da quella tecnica impeccabile che sa di terra, di strada e di stelle.
Buon compleanno (di nuovo), Jorma. Grazie per averci
insegnato che la musica è un viaggio che non ha bisogno di destinazione, purché
il ritmo sia quello giusto.


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