West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

giovedì 25 dicembre 2025

Addio a George Michael: l’ultima, tragica ironia di un Natale senza più musica



Il 25 dicembre 2016 il mondo della musica si risvegliò sotto shock, colpito da una notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere. Mentre le radio di tutto il pianeta trasmettevano a ripetizione quella melodia che dal 1984 accompagnava le nostre feste, la realtà stava scrivendo il più triste dei finali: George Michael se n'era andato. Il leggendario cantante britannico, nato Georgios Kyriacos Panayiotou, si era spento serenamente nella sua casa di Goring-on-Thames, nell'Oxfordshire, a soli 53 anni. L’annuncio, arrivato dal suo portavoce con una nota che raggelò i fan, confermava con grande tristezza che l’amato figlio, fratello e amico George era passato a miglior vita proprio durante il periodo natalizio.

C’era un’ironia crudele, quasi cinematografica, nella data della sua scomparsa. Da oltre trent'anni, il Natale era diventato indissolubilmente legato alla sua voce grazie a Last Christmas, il successo mondiale inciso con gli Wham!. Quel ritornello che recitava "L'ultimo Natale ti ho dato il mio cuore, ma il giorno dopo l'hai portato via" assunse improvvisamente un significato profetico e straziante: per lui, quello era stato davvero l'ultimo Natale.

George Michael, però, non era stato solo l'icona degli anni '80 con gli shorts e il ciuffo biondo dei tempi degli Wham!, ma anche un artista tormentato, un genio della scrittura e una delle voci soul più belle della sua generazione. Già nel 1987, con l'album Faith, aveva dimostrato al mondo di poter dominare le classifiche globali, arrivando a vendere oltre 100 milioni di dischi in carriera. Nonostante il successo, la sua vita fu segnata da battaglie legali con le case discografiche e da una difficile gestione della propria immagine pubblica; eppure, proprio attraverso queste lotte, era diventato un simbolo di libertà individuale e un generoso filantropo, capace di donare milioni in beneficenza sempre nel più assoluto anonimato.

La sua morte mise il sigillo su un anno terribile per la musica internazionale. Dopo aver pianto David Bowie a gennaio, Prince ad aprile e Leonard Cohen a novembre, quel Natale sottrasse al mondo un altro gigante che aveva definito il pop moderno. Mentre fuori dalla sua residenza londinese i fan iniziavano a lasciare fiori e candele, sui social il cordoglio dei colleghi fu unanime. Tra i tanti, spiccò il ricordo dell'amico Elton John, che lo salutò descrivendolo come l'anima più gentile e generosa, oltre che un artista geniale. Quella sera, ascoltando i rintocchi dei campanelli che aprivano la sua hit natalizia, il mondo intero si sentì improvvisamente un po' più solo.







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