“Jannacci e dintorni” al Teatro Franco Parenti
Una sorpresa di autentica milanesità natalizia
19 dicembre,
Milano
Ci sono spettacoli che si scelgono quasi per caso e altri che sorprendono perché riescono a dare molto più di quanto ci si aspettasse. “Jannacci e dintorni”, visto il 19 dicembre al Teatro Franco Parenti di Milano, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Mi aspettavo un omaggio affettuoso a Enzo Jannacci; ho trovato invece un viaggio teatrale e musicale di rara intensità, capace di restituire il sapore più autentico della milanesità natalizia: quella fatta di ironia, malinconia, umanità e piccoli lampi poetici che solo Milano, in questo periodo dell’anno, sa evocare.
Il cuore dello spettacolo è il suo ensemble, composto da
interpreti che riescono a muoversi con naturalezza tra recitazione, musica e
racconto. Secondo le informazioni ufficiali del Teatro Franco Parenti, il cast
è formato da Simone Colombari e Max Paiella.
Entrambi portano in scena non solo la voce, ma anche i volti molteplici dell’universo jannacciano: il bar di periferia, il Milan che pareggia zero a zero, i personaggi stralunati, le figure marginali che Jannacci ha sempre saputo trasformare in poesia.
Anche i musicisti — sempre indicati nelle note ufficiali del
teatro — meritano una menzione speciale:
- Attilio
Di Giovanni –
pianoforte e direzione musicale
- Leonardo
Guelpa –
chitarra classica ed elettrica
- Alberto
Botta –
batteria e percussioni
- Flavio
Cangialosi –
basso e fisarmonica
- Mario
Caporilli –
tromba e flicorno
- Claudio Giusti – sax tenore e contralto
La loro presenza è apparsa come una colonna sonora viva, capace di restituire la libertà ritmica, la sgrammaticatura poetica e la dolce follia che caratterizzavano Jannacci. La direzione musicale di Attilio Di Giovanni tiene insieme tutto con eleganza e misura.
Lo spettacolo riesce a evocare una Milano che oggi si vede sempre meno, ma che nel periodo natalizio riaffiora con forza: la Milano delle osterie, dei personaggi ai margini, dei sogni piccoli e delle verità spiazzanti. È una città che Jannacci ha raccontato come nessun altro, e che qui rivive senza nostalgia, con un affetto asciutto e ironico.
“Jannacci e dintorni” non è un tributo museale, né un esercizio di imitazione. È
un abbraccio teatrale e musicale che restituisce la complessità, la tenerezza e
la comicità del suo mondo. Sono uscito dal teatro con la sensazione di aver
assistito a qualcosa di prezioso: uno spettacolo che non solo celebra Jannacci,
ma lo fa rivivere con una sincerità rara.
Un’esperienza che non mi aspettavo così bella, e che ha reso
ancora più speciale l’atmosfera del Natale milanese.


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