West Virginia

West Virginia
Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

lunedì 22 dicembre 2025

“Jannacci e dintorni” al Teatro Franco Parenti: un po' di commento

 


 “Jannacci e dintorni” al Teatro Franco Parenti

Una sorpresa di autentica milanesità natalizia 

19 dicembre, Milano


Ci sono spettacoli che si scelgono quasi per caso e altri che sorprendono perché riescono a dare molto più di quanto ci si aspettasse. Jannacci e dintorni, visto il 19 dicembre al Teatro Franco Parenti di Milano, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Mi aspettavo un omaggio affettuoso a Enzo Jannacci; ho trovato invece un viaggio teatrale e musicale di rara intensità, capace di restituire il sapore più autentico della milanesità natalizia: quella fatta di ironia, malinconia, umanità e piccoli lampi poetici che solo Milano, in questo periodo dell’anno, sa evocare.

Il cuore dello spettacolo è il suo ensemble, composto da interpreti che riescono a muoversi con naturalezza tra recitazione, musica e racconto. Secondo le informazioni ufficiali del Teatro Franco Parenti, il cast è formato da Simone Colombari e Max Paiella.

Entrambi portano in scena non solo la voce, ma anche i volti molteplici dell’universo jannacciano: il bar di periferia, il Milan che pareggia zero a zero, i personaggi stralunati, le figure marginali che Jannacci ha sempre saputo trasformare in poesia.

Anche i musicisti — sempre indicati nelle note ufficiali del teatro — meritano una menzione speciale:

  • Attilio Di Giovanni – pianoforte e direzione musicale
  • Leonardo Guelpa – chitarra classica ed elettrica
  • Alberto Botta – batteria e percussioni
  • Flavio Cangialosi – basso e fisarmonica
  • Mario Caporilli – tromba e flicorno
  • Claudio Giusti – sax tenore e contralto


La loro presenza è apparsa come una colonna sonora viva, capace di restituire la libertà ritmica, la sgrammaticatura poetica e la dolce follia che caratterizzavano Jannacci. La direzione musicale di Attilio Di Giovanni tiene insieme tutto con eleganza e misura.

Lo spettacolo riesce a evocare una Milano che oggi si vede sempre meno, ma che nel periodo natalizio riaffiora con forza: la Milano delle osterie, dei personaggi ai margini, dei sogni piccoli e delle verità spiazzanti. È una città che Jannacci ha raccontato come nessun altro, e che qui rivive senza nostalgia, con un affetto asciutto e ironico.

“Jannacci e dintorni” non è un tributo museale, né un esercizio di imitazione. È un abbraccio teatrale e musicale che restituisce la complessità, la tenerezza e la comicità del suo mondo. Sono uscito dal teatro con la sensazione di aver assistito a qualcosa di prezioso: uno spettacolo che non solo celebra Jannacci, ma lo fa rivivere con una sincerità rara.

Un’esperienza che non mi aspettavo così bella, e che ha reso ancora più speciale l’atmosfera del Natale milanese.




Nessun commento:

Posta un commento