Il 21 dicembre si ricorda la nascita di Frank Zappa, un artista che è stato un vero e
proprio "terremoto" culturale.
Nato a Baltimora nel 1940, Zappa ha trascorso la vita a
demolire confini, barriere di genere e, soprattutto, la stupidità umana, armato
di una chitarra elettrica e di un’ironia tagliente come un rasoio.
Definire Zappa è un’impresa quasi impossibile: è stato un compositore d’avanguardia, un chitarrista virtuoso, un agitatore politico e un regista. Ma sopra ogni cosa, è stato un uomo libero.
Per Zappa, la musica era materia da plasmare. Non esistevano
distinzioni tra la complessità della musica classica contemporanea (amava
follemente Igor Stravinskij e Edgard Varèse) e l'immediatezza del doo-wop o del
rhythm and blues.
Con i suoi Mothers of Invention, ha trasformato il rock in un laboratorio di sperimentazione. Album come Freak Out! (1966) non erano solo raccolte di canzoni, ma manifesti politici e sociali che sbeffeggiavano l'ipocrisia della società americana e, contemporaneamente, la superficialità della cultura hippy.
Nonostante l’aspetto dissacrante e i testi spesso surreali o
satirici, Zappa era un datore di lavoro inflessibile e un perfezionista
maniacale. Suonare nella sua band era considerato il "master"
definitivo per ogni musicista: le sue partiture erano di una difficoltà
leggendaria, richiedendo una precisione matematica.
Come chitarrista, ha sviluppato uno stile unico, fatto di assoli lunghi e improvvisati che lui definiva "sculture d’aria". Non seguiva le mode; creava un linguaggio proprio, spesso dissonante, sempre sorprendente.
Negli anni '80, Zappa divenne una figura centrale nella lotta
contro la censura musicale negli Stati Uniti. Si oppose con fermezza al PMRC
(Parents Music Resource Center), l'organizzazione che voleva etichettare i
dischi con il bollino "Parental Advisory".
La sua testimonianza al Senato degli Stati Uniti resta una
delle più lucide difese della libertà intellettuale mai pronunciate da un
artista:
"La decorazione di un centro commerciale è una cosa, l'arte è un'altra. Se volete che l'arte sia controllata dal governo, allora non chiamatela più arte."
Frank Zappa ci ha lasciati prematuramente nel 1993, ma la sua
immensa discografia (oltre 60 album pubblicati in vita e decine di postumi)
continua a influenzare chiunque cerchi una strada alternativa al
"mainstream".
Oggi lo ricordiamo non come una reliquia del passato, ma come
un monito per il presente: l'invito a dubitare sempre, a studiare molto e a non
aver mai paura di essere la voce fuori dal coro. Come diceva lui: "Senza
deviazione dalla norma, il progresso non è possibile".

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