Il 28 dicembre 1983 le gelide acque di Marina del Rey, in California, inghiottirono l'anima selvaggia, tormentata e più autentica dei Beach Boys. Dennis Wilson (39 anni) il batterista che non sapeva stare alle regole, moriva annegato a pochi metri dalla sua barca, segnando la fine di una parabola umana tanto luminosa quanto distruttiva.
Ironia della sorte, in una band che aveva costruito un impero
commerciale cantando il surf, le ragazze e le spiagge, Dennis era l'unico a
saper surfare davvero. Se Brian era il genio rinchiuso in camera a comporre
armonie angeliche, Dennis era il corpo cinetico del gruppo, il biondo ribelle
che viveva la vita spericolata descritta nei testi del fratello.
Tuttavia, sotto l'immagine del sex symbol da copertina,
pulsava un cuore inquieto. Dennis era un autore sensibile, capace di scrivere
ballate struggenti come quelle contenute nel suo capolavoro solista del 1977, Pacific Ocean Blue, un album che rivelò al mondo una profondità artistica
spesso oscurata dai successi pop della band.
Gli anni precedenti la sua morte furono segnati da un declino
fisico e psicologico spaventoso. Abuso di alcol, droghe e la frequentazione
(anni prima) della "famiglia" di Charles Manson avevano
lasciato cicatrici indelebili. Nel dicembre del 1983, Dennis era un uomo senza
fissa dimora, allontanato dai Beach Boys a causa della sua inaffidabilità e
ridotto a vivere su yacht di amici o in hotel economici.
Quel pomeriggio del 28 dicembre, dopo una giornata passata a bere, Dennis decise di tuffarsi nelle acque del porto per recuperare alcuni oggetti che aveva gettato in mare anni prima dal suo amato yacht, il Harmony, che era stato costretto a vendere per debiti. Fu un gesto simbolico e disperato: cercare di riprendersi pezzi del proprio passato da un fondale fangoso. Non riemerse vivo.
La sua morte lasciò un vuoto incolmabile, non solo per i
fratelli Brian e Carl, ma per l'intera cultura rock.
Per un privilegio speciale concesso dall'allora presidente
Reagan (solitamente riservato ai veterani della Marina), il corpo di Dennis fu sepolto
in mare al largo della costa californiana.
Fu il ritorno definitivo all'elemento che lo aveva reso celebre e che, alla fine, lo aveva reclamato. Dennis Wilson non è stato solo il battito ritmico dei Beach Boys, ma il promemoria vivente che dietro il sole della California si allungano sempre ombre profonde, e che la bellezza più pura nasce spesso dal tormento.

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