Un universo interiore svelato:
le "Poesie di risacca" di Giacomo
Franco
Ci sono voci che crediamo di conoscere, intonazioni familiari che accompagnano il nostro quotidiano. Ma cosa accade quando l'eco di quell'anima si svela in un registro inatteso, dischiudendo un universo interiore insospettato? La lettura di “Poesia di risacca” ha rappresentato proprio questo: un incontro sorprendente con l'anima di un autore, rivelata attraverso le trame sottili di versi che fanno emergere passioni giovanili a lungo celate e un'urgenza espressiva finalmente liberata da ogni timidezza.
"La risacca" è un'immagine potente per descrivere il modo in cui certi temi, certe emozioni, ritornano nell'esistenza di ognuno. Colpisce il paragone con il mare, con le onde che si infrangono e poi si ritirano, portando con sé un'eco del passato: è questo il presagio di un intenso viaggio emotivo, dalle inquietudini giovanili alla forza di una "grande mareggiata" interiore.
Classe 1959, Giacomo Franco ha coltivato il suo amore per la parola poetica tra i banchi del Liceo Classico di Savona, un terreno fertile dove la grande poesia ha acceso la sua vocazione alla scrittura. Un lungo percorso professionale di quattro decenni, culminato presso la Biblioteca Civica della sua città, ha preceduto il ritorno alle sue passioni di sempre: l'immersione nelle note musicali, la lettura avida di storia e la pratica occasionale della scrittura, con l'umiltà di chi si definisce un semplice versificatore.
Sebbene si possa individuare una ripartizione concettuale in quattro nuclei, la mia lettura privilegiata sarà quella di un'opera unitaria, senza frammentazioni, perché credo che solo così si possa apprezzare appieno la sua architettura complessiva e il messaggio che emana nella sua interezza.
Per dare una prima impressione di ciò che seguirà, senza tuttavia disvelare la trama completa, ho scelto di isolare alcune poesie
da questo corpus. Le proporrò come frammenti di un mosaico, tentando di
illuminare i fili invisibili che le legano a un nucleo concettuale condiviso,
quasi a tracciare delle prime coordinate interpretative.
Le pagine custodiscono versi nati in un ampio arco temporale, tracciando un percorso poetico, dai vent'anni fino all’attualità.
Aggiungo che l'autore adotta una prassi stilistica peculiare,
deliberatamente omettendo, in molti casi, l'uso delle lettere maiuscole. Questa
scelta affonda le radici in una precisa poetica. L'abolizione, o la riduzione
significativa, delle maiuscole può essere interpretata come un tentativo di
appiattire le gerarchie visive all'interno del testo, la ricerca di un flusso
di coscienza più continuo e meno segmentato, una sorta di livellamento tra
elementi sintattici e semantici.
Non di rado, questa scelta stilistica si lega a una
sensibilità estetica particolare, che predilige un aspetto visivo più omogeneo
e meno "frastagliato" della pagina scritta, provocando un senso di
intimità, di sussurro, di un discorso che non necessita di enfasi esterne per
farsi sentire.
Ecco alcuni esempi estrapolati dall’opera…
Canzone d’estate
io non conosco l’ala bugiarda
dell’estate
e so poco del dio nascosto che ci
osserva
ma riconosco una stagione dal suo
passo
e stanotte dormirò nel cerchio della luna
“frammento del volo”
tre volte mi alzo in volo
e tre volte precipito:
ma tu comprami il vento
affinché possa volando
cancellare il tuo amore
“frammento delle rovine”
Pietà di pietra sono le rovine: una
diacronica
Insincera lacera trama segreta del
mondo, che
Sta fra i colori dell’anima, nel
giardino degli dei.
LA SIGNORA DEGLI ANIMALI
Tu che sai dove le onde vanno a
infrangersi
Hai cancellato i colori del mio
mondo:
figlia del giorno e della notte,
signora degli animali,
l’incantatrice.
“frammento del silenzio”
in una bolla di silenzio
ritrovo il mio oceano
riscopro la marea
e già ora sento
il riflesso della luna
scivolarmi addosso
come un sudario
“Haiku del vento”
il vento e la vela
in invisibile vicinanza
volan via
Le liriche qui presentate, pur nella loro concisione e apparente frammentarietà, tessono una trama sotterranea di rimandi e suggestioni che esplorano temi centrali dell'esperienza umana e del suo rapporto con la natura, il desiderio e la trascendenza.
"Canzone d'estate" crea subito un'atmosfera di mistero e di conoscenza istintiva del mondo. Il poeta dice di non capire bene il modo comune di parlare dell'estate e di un dio nascosto, ma riconosce la stagione sentendola. Il desiderio di dormire "nel cerchio della luna" fa pensare a una ricerca di pace e di legame con la natura.
"Frammento del volo" e "frammento delle rovine" ci mostrano un tentativo di elevarsi, di volare via, che però fallisce sempre, forse per dimenticare un amore che fa soffrire. Invece, le rovine sono viste come qualcosa di antico e profondo, quasi un segreto del mondo, che si trova sia nel nostro animo che in un luogo immaginario come il giardino degli dei.
"LA SIGNORA DEGLI ANIMALI" parla di una donna forte e misteriosa, connessa alla natura. La sua azione di cambiare i "colori del mio mondo" mostra un grande impatto emotivo. È descritta come una figura quasi leggendaria, tra giorno e notte, che domina gli animali e ha un potere magico.
"Frammento del silenzio" ci porta in un luogo interiore apparentemente calmo, ma pieno di cose grandi come un oceano e il ritmo della vita. La luna che ritorna ha un significato triste e finale, come un velo sulla morte, suggerendo malinconia o la fine.
L'"Haiku del vento" è una poesia corta che prende un attimo di movimento: il vento e la vela vicini, senza che si veda come, e poi volano via. Questa vicinanza invisibile fa pensare a un forte legame naturale che li porta verso l'ignoto.
In generale, queste poesie ci mostrano come i desideri possono essere fragili e illusori, come il tempo passa ma il passato non scompare mai. Parlano anche di un rapporto strano con figure femminili forti e misteriose, e di una continua ricerca di un vero contatto con la natura e con il proprio mondo interiore, spesso con una tristezza di fondo. Il fatto che siano rappresentate come frammenti può significare che la vita e la conoscenza non sono mai complete.
L'esplorazione di queste liriche permette di apprezzare la
capacità dell'autore di evocare immagini potenti e di suscitare emozioni
complesse attraverso un linguaggio spesso essenziale ma denso di significato.
Si avverte come le antiche passioni, le prime forme d'arte accantonate,
ritrovino ora una nuova linfa, fluendo con il coraggio di chi non teme di
mettersi a nudo e con la libertà di un'espressione senza inibizioni, rivelando
a chi lo frequenta sfumature interiori precedentemente inesplorate.
In definitiva, l'esperienza di lettura di "Poesia di risacca" ci consegna un'opera che mi piace definire come "poesie del ricordo liquido". I versi di Giacomo Franco, oscillando tra le inquietudini giovanili e le riflessioni mature, evocano una memoria fluida e in costante movimento, dove temi, emozioni e frammenti di vita ritornano con la ciclicità delle onde, lasciando una traccia profonda nell'animo del lettore.


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