Il compleanno di Don e l'impronta
indelebile sulla struttura del pop moderno
Il primo febbraio del 1937 nasceva a Brownie, nel
Kentucky, Isaac Donald Everly, destinato a diventare insieme al fratello Phil
una delle colonne portanti della musica popolare del Novecento. La figura di Don Everly non
può essere confinata semplicemente al ruolo di interprete di successo, poiché
la sua tecnica chitarristica e, soprattutto, l'architettura delle sue armonie
vocali hanno tracciato un solco profondo in cui si sarebbero inseriti giganti
della musica come i Beatles, i Beach Boys e Simon & Garfunkel.
Il contributo dei fratelli Everly, con Don alla voce
baritonale e Phil alle parti tenorili, ha rappresentato un punto di
congiunzione cruciale tra le radici rurali del country e la nascente energia
del rock and roll. La loro particolarità risiedeva in un uso magistrale delle
terze parallele, una tecnica che permetteva alle due voci di muoversi quasi
all'unisono, creando una tessitura sonora così compatta e brillante da sembrare
un unico strumento. Questa precisione millimetrica non era solo frutto di un
legame familiare, ma di uno studio rigoroso sulla dinamica e sul timbro che
Don, spesso autore e arrangiatore dei brani, curava con estrema attenzione.
Brani come "Bye Bye Love" o "Wake Up Little
Susie" dimostrano come la loro musica riuscisse a veicolare temi
adolescenziali e sentimentali attraverso una struttura tecnica complessa, dove
il ritmo serrato della chitarra acustica di Don forniva la base per intrecci
vocali sofisticati. Nonostante le turbolenze personali e professionali che
hanno segnato il rapporto tra i due fratelli, l'eredità di Don rimane quella di
un innovatore silenzioso, capace di influenzare la scrittura pop per decenni.
La sua capacità di fondere la malinconia del blues degli Appalachi con la
freschezza delle classifiche radiofoniche degli anni Cinquanta ha ridefinito il
concetto di duo vocale, rendendo la sua data di nascita un anniversario
fondamentale per chiunque voglia comprendere l'evoluzione della melodia
contemporanea.

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