Il chitarrista che stupì Jimi Hendrix trovò la morte in un assurdo pomeriggio d'inverno, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore del jazz-rock mondiale
Quando si parla dei Chicago, la memoria corre spesso
alle grandi sezioni di fiati o alle ballate romantiche degli anni Ottanta, ma
c’è stato un tempo in cui la band era una forza della natura guidata da un uomo
che brandiva la chitarra come se fosse parte del suo stesso corpo. Terry Kath non
era solo un fondatore del gruppo, era la sua anima più istintiva e selvaggia.
Dotato di una voce baritonale che sembrava uscita da un vecchio disco soul e di
una tecnica chitarristica così innovativa da lasciare a bocca aperta persino
Jimi Hendrix, Kath rappresentava il ponte perfetto tra il rigore del jazz e
l'irruenza del blues psichedelico. Eppure, nonostante la sua statura artistica
monumentale, la sua parabola si interruppe in modo atroce e insensato il 23
gennaio 1978, trasformando un pomeriggio di ordinaria follia in una delle
pagine più nere della musica moderna.
La tragedia si consumò nella casa di Woodland Hills del suo
tecnico delle chitarre e amico fidato, Don Johnson. Kath, che stava
attraversando un periodo di profonda stanchezza personale e abuso di sostanze,
era un noto appassionato di armi, un hobby che spesso preoccupava chi gli stava
vicino. Quel giorno, mentre maneggiava una pistola semiautomatica calibro 9mm,
ignorò le suppliche dell'amico che lo invitava a mettere via l'arma per
sicurezza. In un momento di estrema e fatale sicurezza di sé, Kath volle dimostrare
che non c’era nulla di cui aver paura. Estrasse il caricatore per mostrarlo
vuoto, ma commise l'errore tecnico più banale e letale per un esperto d'armi:
dimenticò che un proiettile era rimasto incamerato nella canna. Con un sorriso
sarcastico e quelle che rimasero tristemente celebri come le sue ultime parole -
"Non preoccuparti, non è carica" - premette il
grilletto contro la propria tempia, spegnendo per sempre la sua luce a soli
trentuno anni.
La morte di Terry Kath rappresentò una vera e propria mutazione genetica per i Chicago. Senza la sua guida artistica e quel suono sporco e viscerale che bilanciava la precisione dei fiati, la band non fu più la stessa. Il gruppo decise di continuare, ma il dolore per la perdita dell'amico e la mancanza del suo genio creativo li spinse lentamente verso territori pop più levigati, abbandonando gradualmente quell'attitudine sperimentale che li aveva resi unici. Oggi, ricordare Terry Kath significa riscoprire un gigante che preferiva l'autenticità del palco ai riflettori della celebrità, un musicista che ha vissuto ogni nota con un'intensità tale da bruciare troppo in fretta, lasciandoci in eredità assoli che ancora oggi sembrano provenire da un'altra dimensione.


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