West Virginia

West Virginia
Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

giovedì 22 gennaio 2026

L’anima elettrica dei Chicago: Il tragico addio a Terry Kath il 23 gennaio '78



Il chitarrista che stupì Jimi Hendrix trovò la morte in un assurdo pomeriggio d'inverno, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore del jazz-rock mondiale

 

Quando si parla dei Chicago, la memoria corre spesso alle grandi sezioni di fiati o alle ballate romantiche degli anni Ottanta, ma c’è stato un tempo in cui la band era una forza della natura guidata da un uomo che brandiva la chitarra come se fosse parte del suo stesso corpo. Terry Kath non era solo un fondatore del gruppo, era la sua anima più istintiva e selvaggia. Dotato di una voce baritonale che sembrava uscita da un vecchio disco soul e di una tecnica chitarristica così innovativa da lasciare a bocca aperta persino Jimi Hendrix, Kath rappresentava il ponte perfetto tra il rigore del jazz e l'irruenza del blues psichedelico. Eppure, nonostante la sua statura artistica monumentale, la sua parabola si interruppe in modo atroce e insensato il 23 gennaio 1978, trasformando un pomeriggio di ordinaria follia in una delle pagine più nere della musica moderna.

La tragedia si consumò nella casa di Woodland Hills del suo tecnico delle chitarre e amico fidato, Don Johnson. Kath, che stava attraversando un periodo di profonda stanchezza personale e abuso di sostanze, era un noto appassionato di armi, un hobby che spesso preoccupava chi gli stava vicino. Quel giorno, mentre maneggiava una pistola semiautomatica calibro 9mm, ignorò le suppliche dell'amico che lo invitava a mettere via l'arma per sicurezza. In un momento di estrema e fatale sicurezza di sé, Kath volle dimostrare che non c’era nulla di cui aver paura. Estrasse il caricatore per mostrarlo vuoto, ma commise l'errore tecnico più banale e letale per un esperto d'armi: dimenticò che un proiettile era rimasto incamerato nella canna. Con un sorriso sarcastico e quelle che rimasero tristemente celebri come le sue ultime parole - "Non preoccuparti, non è carica" - premette il grilletto contro la propria tempia, spegnendo per sempre la sua luce a soli trentuno anni.

La morte di Terry Kath rappresentò una vera e propria mutazione genetica per i Chicago. Senza la sua guida artistica e quel suono sporco e viscerale che bilanciava la precisione dei fiati, la band non fu più la stessa. Il gruppo decise di continuare, ma il dolore per la perdita dell'amico e la mancanza del suo genio creativo li spinse lentamente verso territori pop più levigati, abbandonando gradualmente quell'attitudine sperimentale che li aveva resi unici. Oggi, ricordare Terry Kath significa riscoprire un gigante che preferiva l'autenticità del palco ai riflettori della celebrità, un musicista che ha vissuto ogni nota con un'intensità tale da bruciare troppo in fretta, lasciandoci in eredità assoli che ancora oggi sembrano provenire da un'altra dimensione.






Nessun commento:

Posta un commento