Un album nato in fretta e diventato
un classico senza tempo
Il 7 gennaio 1971 segna un passaggio decisivo nella
storia dell’hard rock: l’uscita negli Stati Uniti di Paranoid, secondo album dei Black Sabbath, già pubblicato nel Regno Unito
l’anno precedente. La distribuzione americana, affidata alla Warner Bros.,
trasformò il disco da successo europeo a fenomeno globale, consolidando la band
di Birmingham come una delle forze più influenti della nuova scena heavy.
Il contesto non era neutrale. Gli Stati Uniti vivevano una
fase di forte tensione politica e sociale, con la guerra in Vietnam al centro
del dibattito pubblico. Proprio per questo, il titolo originale dell’album - War
Pigs, come la traccia d’apertura - venne giudicato troppo provocatorio per
il mercato americano. La casa discografica impose quindi il più neutro Paranoid,
scelto in extremis e destinato, ironicamente, a diventare uno dei marchi più
riconoscibili del rock degli anni Settanta.
Registrato in tempi rapidissimi, Paranoid contiene
alcuni dei brani più celebri del repertorio dei Black Sabbath, da Iron Man a War Pigs, fino alla title track, nata quasi per
caso durante le sessioni in studio. Il suono, dominato dai riff di Tony Iommi e
dalla voce di Ozzy Osbourne, contribuì a definire i codici estetici e sonori
dell’heavy metal nascente.
L’edizione statunitense del 7 gennaio 1971 ebbe un impatto
immediato: l’album scalò rapidamente le classifiche e divenne un punto di
riferimento per una generazione di giovani in cerca di un linguaggio capace di
esprimere inquietudine, disillusione e rabbia. A più di cinquant’anni di
distanza, Paranoid resta uno dei dischi più influenti della storia del
rock, e la sua uscita americana continua a essere ricordata come un momento
chiave nella diffusione globale del genere.


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