La corsa creativa che segnò la
nascita di uno dei manifesti musicali del post‑Beatles
Ci sono momenti nella storia della musica in cui
l’ispirazione sembra scendere con una tale urgenza da non lasciare spazio a
esitazioni. Il 3 gennaio 1970 è uno di quei giorni: John Lennon entra
negli studi di Abbey Road con un’idea appena nata e ne esce poche ore dopo con
uno dei brani più iconici della sua carriera solista, Instant Karma!. Una canzone che non solo
cattura l’energia creativa di un artista in piena trasformazione, ma diventa
anche un manifesto della sua nuova identità fuori dai Beatles.
Il 1970 è un anno di transizione, tensione e rinascita. I
Beatles sono ormai prossimi allo scioglimento, e Lennon sente l’urgenza di
affermare una voce autonoma, più diretta, più politica, più vulnerabile. In
questo clima, Instant Karma! nasce quasi come un atto di liberazione:
un’idea melodica e un messaggio spirituale che gli arrivano, come dirà lui
stesso, “in un lampo”.
La canzone prende forma in poche ore. Lennon la scrive al
pianoforte, la struttura è immediata, il testo è un invito a guardarsi allo
specchio e a prendere responsabilità per la propria vita. È un brano che parla
di consapevolezza, ma con un’energia quasi rock’n’roll da predicatore laico.
Per dare corpo a quell’intuizione, Lennon chiama Phil
Spector, il produttore del celebre “Wall of Sound”. È una scelta audace:
Spector non aveva ancora lavorato con i Beatles, ma Lennon intuisce che la sua
estetica può amplificare la potenza del brano.
La sessione è fulminea. In studio ci sono musicisti fidati
come George Harrison, Klaus Voormann e Alan White. L’atmosfera è elettrica,
quasi febbrile. Spector stratifica voci, pianoforti, percussioni e cori in un
impasto sonoro denso e immediato. Lennon canta con una forza quasi ruvida, come
se stesse cercando di liberare qualcosa che premeva da tempo.
Il risultato è una registrazione che sembra catturare un
momento irripetibile: spontanea, imperfetta, ma vibrante di vita.
La velocità con cui Instant Karma! viene registrata è
già sorprendente, ma lo è ancora di più quella con cui viene pubblicata. In
meno di dieci giorni il singolo è nei negozi: un record assoluto per Lennon,
abituato ai tempi più lenti e complessi della macchina Beatles.
Questa rapidità non è solo un fatto tecnico: è un gesto
simbolico. Lennon vuole che la musica arrivi subito, senza filtri, senza
mediazioni. Vuole parlare al mondo in tempo reale, come un artista
contemporaneo che sente il bisogno di intervenire nel presente.
Instant Karma!, oltre ad essere una canzone di successo, rappresenta un punto
di svolta. Anticipa la poetica di Imagine, prefigura il Lennon
attivista e spirituale, e inaugura una stagione in cui la musica diventa per
lui un mezzo di comunicazione immediato, quasi urgente.
Il suo messaggio - “We all shine on”- è diventato un
mantra generazionale. Una frase che racchiude la fiducia nella possibilità di
cambiamento, nella responsabilità personale, nella luce che ognuno può portare
nel mondo.
Raccontare la nascita di Instant Karma! significa
raccontare un artista che si reinventa, che rompe con il passato e che sceglie
la sincerità come bussola creativa. Quel 3 gennaio 1970 nasce solo un
nuovo Lennon, più diretto, più umano, più urgente. Un Lennon che, in un solo
giorno, riesce a trasformare un’intuizione in un’opera destinata a brillare per
sempre.

Nessun commento:
Posta un commento