West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

mercoledì 21 gennaio 2026

Hendrix e Dylan: il 21 gennaio '68 in cui "All Along the Watchtower" divenne leggenda

 


Dalle sessioni infinite agli Olympic Studios di Londra fino al riconoscimento definitivo del Menestrello: cronaca di una cover nata per superare l'originale e ridefinire i confini della chitarra elettrica


Il 21 gennaio 1968, all'interno dei London Olympic Studios, si consumò uno dei "furti" artistici più spettacolari e rispettosi della storia della musica: quello in cui Jimi Hendrix trasformò un brano folk di Bob Dylan in un’apocalisse sonora senza precedenti. Hendrix era letteralmente ossessionato dall'album John Wesley Harding, che Dylan aveva pubblicato solo poche settimane prima; ne portava sempre una copia con sé e, tra tutte le tracce, All Along the Watchtower lo aveva colpito per la sua struttura enigmatica e la sua urgenza narrativa. Quel giorno a Londra, Jimi decise di entrare in studio per inciderne la sua versione, dando vita a una sessione di registrazione tanto caotica quanto geniale.

L’atmosfera negli studi di Barnes era elettrica e non priva di tensioni. Hendrix, noto per il suo perfezionismo maniacale, spinse i musicisti presenti oltre i propri limiti. Tra gli ospiti c'erano Dave Mason dei Traffic e un Brian Jones dei Rolling Stones piuttosto annebbiato dagli eccessi, il cui contributo al pianoforte fu scartato dallo stesso Hendrix per essere sostituito da un più semplice tocco di percussioni. Quando il bassista ufficiale Noel Redding abbandonò lo studio per la frustrazione dovuta ai continui rifacimenti, Jimi non si diede per vinto: imbracciò lui stesso il basso, registrando una linea melodica e dinamica che divenne il cuore pulsante del pezzo. Quello che emerse fu un arrangiamento rivoluzionario, dove la chitarra elettrica non si limitava ad accompagnare, ma urlava e piangeva attraverso quattro distinti segmenti di assolo, ognuno caratterizzato da un uso magistrale di wah-wah, slide e feedback.

Il risultato fu così potente da riscrivere il destino della canzone stessa. Quando Bob Dylan ascoltò la versione di Hendrix, rimase letteralmente folgorato, ammettendo con una rarissima umiltà che Jimi aveva trovato all'interno del brano elementi che lui stesso non sapeva di aver scritto, portandolo a una dimensione spirituale e sonora superiore. Da quel momento in poi, lo stesso Dylan smise di suonare la versione originale nei suoi concerti, adottando stabilmente l'arrangiamento hendrixiano. Ancora oggi, quella registrazione del 21 gennaio è celebrata come il punto più alto mai raggiunto da una reinterpretazione, il momento perfetto in cui la visione poetica di un cantautore e l’estro sovrannaturale di un chitarrista si sono fusi per creare un capolavoro immortale.







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