Esattamente oggi, nel 1993, il "bassista silenzioso" annunciava ufficialmente il suo addio ai Rolling Stones: una scelta di libertà arrivata dopo trent'anni di successi mondiali, per scendere dal palco più grande del mondo e inseguire nuove passioni...
Il 6 gennaio 1993 il mondo del rock si svegliò con una
notizia che sembrava quasi impossibile da digerire: Bill
Wyman, il bassista imperturbabile che per trent'anni era stato la
colonna portante dei Rolling Stones, annunciava ufficialmente il suo
addio definitivo. Non fu un fulmine a ciel sereno per i membri della band, che
sapevano dei suoi dubbi già dalla fine del tour di Steel Wheels nel
1991, ma fu uno shock per i fan che vedevano in lui un pezzo inamovibile di
quel puzzle leggendario.
Entrato nel gruppo nel 1962, si diceva ironicamente che fosse
stato scelto più per la qualità dei suoi amplificatori che per il suo tocco,
eppure Wyman era diventato il "Quiet Stone", l'uomo capace di
mantenere un ritmo d'acciaio mentre intorno a lui Mick Jagger e Keith Richards
infiammavano le folle con i loro eccessi.
Le ragioni del suo distacco non erano legate a liti furiose o
divergenze artistiche insanabili, ma a una profonda e onesta stanchezza
esistenziale. Bill aveva cinquantasei anni e sentiva che il circo mediatico
degli Stones, fatto di stadi oceanici, jet privati e una vita trascorsa tra
camere d'albergo tutte uguali, gli stava stretto. "Avevo altre cose da
fare nella vita", avrebbe raccontato anni dopo, riferendosi alla sua
passione per l'archeologia, la fotografia e la scrittura, interessi che mal si
conciliavano con i ritmi di una macchina da guerra commerciale sempre in
movimento. C'era poi una questione di equilibri interni: nonostante il successo
planetario, Wyman soffriva la disparità economica e decisionale rispetto al duo
Jagger-Richards, oltre a una fobia per il volo che rendeva ogni tour un piccolo
calvario personale.
La reazione dei suoi compagni fu un misto di incredulità e
sarcasmo tipicamente britannico. Keith Richards, con la sua consueta aria di
sfida, dichiarò che nessuno poteva lasciare i Rolling Stones se non dentro una
bara, convinto che alla fine Bill sarebbe tornato sui suoi passi. Mick Jagger,
invece, minimizzò l'impatto tecnico dell'addio, quasi a voler proteggere il
marchio della band. Eppure, quel 6 gennaio la porta si chiuse davvero. Bill
Wyman iniziò una seconda vita di successo con i suoi Rhythm Kings, dedicandosi
alla ricerca di reperti romani con il metal detector e curando i suoi archivi
storici, dimostrando che c'era vita oltre il mito. Solo molti anni dopo, le
ferite si sarebbero rimarginate del tutto, portandolo a collaborare nuovamente
con i vecchi amici in occasioni speciali, ma senza mai rimpiangere quella
scelta di libertà fatta in un freddo giorno di inizio anno.

Nessun commento:
Posta un commento