West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

sabato 10 gennaio 2026

11 Gennaio: il giorno in cui il cinema perse Mariangela Melato e Anita Ekberg

 


L'11 gennaio segna una ricorrenza malinconica per il mondo del cinema, che in questo stesso giorno, a distanza di due anni l'una dall'altra, ha dovuto dire addio a due figure femminili tanto distanti quanto necessarie: Mariangela Melato, scomparsa nel 2013, e Anita Ekberg, mancata nel 2015. Sebbene i loro percorsi artistici fossero profondamente diversi, entrambe hanno incarnato stagioni irripetibili del cinema italiano e internazionale.

Mariangela Melato è stata il volto incisivo della commedia sociale e del cinema d’impegno. Attrice di un’intelligenza interpretativa rara, è stata capace di passare con disinvoltura dal rigore drammatico del teatro di Luca Ronconi alla satira graffiante dei film di Lina Wertmüller. La sua collaborazione con Giancarlo Giannini in titoli come Mimì metallurgico ferito nell'onore o Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto ha ridefinito il rapporto tra uomo e donna sul grande schermo, mescolando lotta di classe e passione viscerale. La Melato non era un’intellettuale del gesto, capace di dare dignità e forza a ogni personaggio, dalla poliziotta alla ricca borghese.

Due anni dopo la sua scomparsa, l’11 gennaio 2015 ci lasciava Anita Ekberg, l’attrice svedese che Federico Fellini trasformò in una creatura mitologica. Con la sua apparizione nella fontana di Trevi in La dolce vita, la Ekberg è diventata l'immagine stessa del desiderio e del cinema come sogno. La sua fisicità statuaria e la sua presenza magnetica hanno segnato un’epoca in cui Roma era il centro del mondo cinematografico. Tuttavia, ridurre la sua carriera a quella singola, iconica scena sarebbe un errore: la Ekberg portava con sé una solarità prorompente che mascherava una personalità complessa, spesso in contrasto con lo star system dell'epoca.

Ricordarle insieme oggi significa celebrare due modi opposti ma complementari di essere icone. Da un lato il talento proteiforme e spigoloso della Melato, simbolo di una cultura che rifletteva su sé stessa; dall'altro la bellezza prorompente e trasognata della Ekberg, emblema di un'estetica che ha reso l'Italia un'icona globale. L'11 gennaio resta così una data in cui il sipario è calato su due donne che, ognuna a modo suo, hanno reso il cinema un luogo più profondo e, allo stesso tempo, più magico.

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