West Virginia

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Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

sabato 3 gennaio 2026

Il graffio del sax nel cielo di gennaio: l’addio a Gerry Rafferty

 

Oggi, 4 gennaio ricorre l’anniversario della scomparsa di Gerry Rafferty, morto a 63 anni in questo giorno, nel 2011. Sono passati diversi anni, ma il suo nome resta legato a una delle pagine più note della musica pop-rock, grazie a canzoni che hanno segnato un’epoca e a un suono di sassofono che tutti, almeno una volta, abbiamo sentito alla radio. "Se c’è un suono che definisce l’estetica di un’epoca, quello è senza dubbio il riff di "Baker Street", il racconto di una solitudine urbana, di sogni che si scontrano con la realtà delle strade di Londra, tutto racchiuso in quegli otto secondi di assolo che Raphael Ravenscroft incise quasi per caso e che divennero il marchio di fabbrica di Rafferty.

Sarebbe però ingiusto ridurre Gerry Rafferty a un singolo strumento. Scozzese di Paisley, con una voce vellutata e un senso innato per la melodia, Rafferty è stato uno dei cantautori più raffinati della sua generazione. Prima del successo solista, ci aveva già fatto ballare e fischiettare con gli Stealers Wheel e la loro intramontabile "Stuckin the Middle with You", un brano che anni dopo Quentin Tarantino avrebbe reso immortale nel cinema.

Rafferty era un artista schivo, quasi refrattario al successo commerciale che pure lo travolse. Amava la musica più dell'industria discografica, un tratto che lo rese una figura quasi mitologica: un uomo capace di scrivere ballate perfette ma che spesso sceglieva il ritiro e il silenzio.

Il suo album capolavoro, City to City (1978), rimane ancora oggi un manuale di scrittura pop-rock. Brani come "Right Down the Line" dimostrano una sensibilità melodica che pochi altri hanno saputo eguagliare.

Il 4 gennaio 2011, la sua battaglia contro una salute fragile si è conclusa, ma la sua musica continua a scorrere. Ogni volta che una radio passa quel celebre riff di sax, la nebbia di Baker Street sembra diradarsi per un istante, lasciando spazio alla bellezza pura di un talento che non ha mai avuto bisogno di troppe parole per emozionare.



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