West Virginia

West Virginia
Buckhannon, West Virginia dicembre 1996

domenica 16 novembre 2025

Jeff Buckley: la voce eterna di "Grace"

 


Il 17 novembre 1966 nasceva a Anaheim, California, Jeffrey Scott "Jeff" Buckley, una figura destinata a lasciare un segno profondo ma fugace nella storia del rock alternativo e del folk. Noto per la sua straordinaria estensione vocale, la sensibilità interpretativa e la tecnica chitarristica evocativa, Buckley è ricordato principalmente per il suo unico album in studio, Grace (1994).

Figlio del celebre cantautore folk Tim Buckley, Jeff crebbe lontano dall'influenza paterna (il padre morì giovane e i due ebbero pochissimi contatti). Nonostante ciò, la musica divenne presto la sua vocazione. La sua carriera prese slancio all'inizio degli anni '90 a New York, in particolare nel circuito dei club del Greenwich Village, dove si esibiva spesso da solo, affinando il suo stile eclettico che univa rock, jazz, blues e influenze orientali.

Un momento cruciale fu un'esibizione al tributo del padre nel 1991, dove la sua interpretazione emozionante e potente catturò l'attenzione di critica e pubblico.

Firmato con la Columbia Records, Grace è il capolavoro che definì l'arte di Buckley. L'album è un'esplosione emotiva che spazia da brani originali e intensi come Mojo Pin, Last Goodbye e la title track, a reinterpretazioni che sono diventate leggendarie.

La traccia più celebre è la sua trascendentale cover di Hallelujah di Leonard Cohen. La versione di Buckley, pur non essendo un successo immediato, è oggi considerata da molti la versione definitiva e ha cementato il suo status di interprete eccezionale, capace di infondere nuova vita e profondità a qualsiasi composizione.

La sua musica era complessa e sfumata, un ponte tra la poetica del folk degli anni '60 e la malinconia del rock alternativo degli anni '90.

Nonostante il successo di critica e un tour mondiale che gli aveva costruito una solida base di fan, la vita di Jeff Buckley fu interrotta prematuramente.

Il 29 maggio 1997, mentre era a Memphis, Tennessee, per lavorare al suo secondo album (provvisoriamente intitolato Sketches My Sweetheart the Drunk), Buckley annegò accidentalmente nel fiume Mississippi. Aveva solo 30 anni. Il suo corpo fu ritrovato solo giorni dopo.

La sua morte improvvisa ha cristallizzato la sua immagine come quella di un artista di talento immenso strappato al mondo troppo presto, accrescendo il mito che circonda la sua figura. Sebbene la sua discografia ufficiale sia breve, l'influenza di Jeff Buckley sulla musica moderna è innegabile, e la sua voce unica continua a risuonare, garantendogli un posto eterno tra le icone del rock.





Nessun commento:

Posta un commento